Il business delle assicurazioni

L’assicurazione sulla vita è un tipo di contratto di assicurazione che prevede che la compagnia di assicurazioni corrisponda al beneficiario della polizza un capitale nel caso in cui sopraggiungano determinati eventi relativi alla vita del soggetto assicurato. Nel caso in cui l’evento per cui si stipula l’assicurazione sia la morte, il capitale viene corrisposto al beneficiario alla morte dell’assicurato. Si parla quindi di “assicurazioni caso morte”.
Il Wall Street Journal ha dedicato un lungo approfondimento a questo tipo di assicurazioni, e alle strategie usate dalle compagnie che le gestiscono per massimizzare i loro profitti. Il caso analizzato nello specifico è quello della Life Partners Holding, una compagnia di assicurazioni che vende polizze sulla vita a singoli clienti e poi ne rivende le quote a investitori esterni, che incassano la quota di capitale corrispondente quando l’assicurato muore.
L’operazione è possibile perché tutte le assicurazioni distinguono sempre tra contraente e beneficiario. Il contraente è appunto la persona che contrae l’assicurazione, il beneficiario è invece il titolare del diritto alla prestazione. Il che significa che il contraente può nominare se stesso come beneficiario, ma può anche nominare una terza persona. Nel caso delle assicurazioni caso morte, il beneficiario è necessariamente una terza persona.
Le persone che stipulano un’assicurazione caso morte con Life Partners sanno che il capitale della propria polizza andrà a soggetti terzi, in proporzione alle quote che questi soggetti hanno acquistato. Chi compra quote di una assicurazione caso morte già stipulata diventa quindi di fatto co-beneficiario di quella stessa assicurazione. Un investimento sicuro, insomma, fatto scommettendo sull’aspettativa di vita di uno sconosciuto.
Un investimento sicuro con una sola variabile incerta: l’aspettativa di vita del contraente. Per quanto possa essere calcolata con una certa precisione, infatti, nella maggior parte dei casi è impossibile sapere con certezza quando il soggetto che ha stipulato l’assicurazione morirà. È questo l’anello debole della catena, quello che Life Partners sfrutta per massimizzare i suoi profitti.

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