Le scomode verità di Wikileaks

Il sito Wikileaks sta per sputtanare il mondo intero, o buona parte di esso. E il mondo intero trema al pensiero di quante informazioni top secret verranno rese pubbliche dal sito. Da Wikipedia: Wikileaks (da leak, “perdita”, “fuga [di notizie]” in inglese) è un’organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo, grazie a una “drop box” protetta da un potente sistema di criptaggio, documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio sito web. Wikileaks riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall’anonimato. L’organizzazione si occupa di verificare l’autenticità del materiale e poi lo pubblica tramite i propri server dislocati in Belgio e Svezia (due Paesi con leggi che proteggono tale attività), preservando l’anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella “fuga di notizie”.

In particolare, mi fa impressione quasi la reazione del governo italiano alla minaccia dello sputtanamento online che, pare, colpirà anche il nostro Paese. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha dichiarato: «Le imminenti rivelazioni di Wikileaks saranno l’11 settembre della diplomazia mondiale perché faranno saltare tutti i rapporti di fiducia tra gli Stati». Addirittura si paragona questo sguub mediatico all’attentato alle Torri Gemelle di New York, il famigerato 11 settembre che viene citato, oramai, in ogni occasione. Il ministro a poi aggiunto che auspica che i giornali italiani non si buttino famelicamente sulle notizie pubblicate, per evitare una guerra al massacro che danneggerebbe soltanto il Paese.

Nel frattempo segnalo che il sito di Wikileaks è sottoposto ad un duro attacco di hacker, immagino filo-governativi, per tentare di arginare il drenaggio di informazioni dal sito. Ma pare che tutto sarà inutile, perché già spuntano indiscrezioni su “Der Spiegel”, una rivista tedesca. Interessante il post di Beppe Grillo sull’argomento, pubblicato ieri sul suo blog, di cui riporto un estratto utile:

La verità si può diffondere contro la volontà dei governi. Chi è in possesso dei documenti riservati relativi all’attentato a Falcone all’Addaura, alla strage di Capaci, alla strage di via D’Amelio, alla strage di piazza Fontana, alla strage dei Georgofili, alla strage di Bologna, all’assassino di Aldo Moro, di Enrico Mattei, alla strage di Ustica, all’esplosione della nave Moby Prince, all’omicidio del generale Dalla Chiesa, di Pier Paolo Pasolini, alla strage di piazza della Loggia, alla strage dell’Italicus e alle altre mille stragi e omicidi di Stato del dopoguerra (o forse è meglio dire di Stati perché è impossibile che parte dello Stato italiano (quello chiamato deviato…) abbia potuto fare tutto da solo con l’aiuto esterno del terrorismo e delle mafie), ecco chi ha questi documenti li invii a Wikileaks, l’organizzazione internazionale che pubblica in Rete documenti coperti da segreto. Non è necessario aspettare D’Alema (hai voglia), presidente del Copasir, o l’apertura post mortem della gobba di Andreotti, “la scatola nera“, per sapere la verità sulla scia di sangue che ha tenuto in piedi la nostra Repubblica, una guerra civile non dichiarata con migliaia di morti, quasi tutti da una parte sola, quella dei perdenti e della giustizia. […]
Istruzioni per inviare i documenti a Wikileaks.

Io faccio il tifo per Wikileaks. C’è bisogno di scoperchiare tutte le menzogne e le cazzate commesse dai nostri uomini di potere, specialmente quelli Italiani, perché da come si stanno cagando addosso direi che hanno molto da nascondere e molto di cui vergognarsi…

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