Il censimento dei dossi stradali

Da guidatore ci sono tante cose che odio quando mi trovo in strada, ma una delle cose che odio principalmente sono i dossi stradali, il cosiddetto dissuasore di velocità, che altro non è che un ostacolo artificiale che è posto per rallentare i veicoli che sopraggiungono.

Il Codice della Strada italiano prescrive, per i rallentori di velocità, le seguenti caratteristiche:

“I dossi artificiali possono essere posti in opera solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences, ecc.; possono essere installati in serie e devono essere presegnalati. Ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento”. Il concetto però di strada residenziale non è ben definito a meno di non ricondurlo alla definizione di zona residenziale. In questo caso l’utilizzo dei dossi sarebbe molto limitato. Inoltre la Direttiva del 24/10/2000 del Ministero dei Lavori Pubblici “sulla corretta ed uniforme applicazione delle norme del codice della strada in materia di segnaletica e criteri per l’installazione e la manutenzione” prescrive che “I dossi prefabbricati devono essere approvati; quelli eventualmente collocati su itinerari di attraversamento dei centri abitati, lungo le strade più frequentemente percorse dai veicoli di soccorso, di polizia o di emergenza, o lungo le linee di trasporto pubblico, devono essere rimossi”.

Adesso mi chiedo, ma qualcuno controlla il proliferare di questi dossi? Oppure è lasciato tutto all’anarchia più totale? Esiste un elenco dei dossi stradali in Italia? Se la risposta è no mi piacerebbe che venisse creato, tanto per rendersi conto a quanti saltelli ed urti “artificiali” sono sottoposti i veicoli sulle nostre strade. Ci vorrebbe proprio un censimento dei dissuasori, anche per ridurre il loro numero, dato che non sono privi di effetti collaterali, infatti:

  • i dossi possono ostacolare o rallentare l’accesso in determinate aree ai veicoli di soccorso. Questo comporta un numero superiore di vittime di quante ne possano effettivamente salvare, per via dei ritardi.
  • aumentano l’inquinamento (frenata + accelerazione).
  • possono incoraggiare una rapida accelerazione e un aumento della velocità da parte degli automobilisti che cercano di recuperare il tempo perso per attraversare il dosso.
  • sono un pericolo costante per i mezzi a due ruote.

Si è parlato anche di sfruttare i dossi artificiali per produrre energia. È questo il caso della città di Parma, città pioniera su questa strada. Si tratta di una tecnologia realizzata in Israele (G-Motion Ltd), allo stesso modo dell’asfalto piezoelettrico e alcune applicazioni molto sviluppate per il fotovoltaico, che presenta un grande vantaggio: un prezzo relativamente basso, dato che rispetto ad un investimento di 300 mila dollari, con un traffico giornaliero pari ad almeno ventimila veicoli, si può ottenere una produzione di energia pari a 450 KWh al giorno e un break even di quattro anni. Quindi, se è giusto rallentare le automobili pagando pure un prezzo in termini di maggior inquinamento, perché non girare a proprio vantaggio questi dissuasori di velocità? Basta poco per migliorare le cose, non trovate?

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