Italia corrotta

L’Italia è al 67esimo posto nella classifica di Transparency International sulla corruzione percepita nel settore pubblico. Con 3,9 punti su 10 è ben lontana dagli altri paesi europei: la Germania è 15esima, il Regno Unito 20esimo, la Francia 25esima e la Spagna 30esima. Insieme a Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Madagascar, Niger e Stati Uniti è l’unica ad aver perso posizioni rispetto al 2009.

Per la sezione italiana di Transparency International, il punteggio italiano “non sorprende più di tanto in considerazione di dodici mesi passati caratterizzati dal riemergere di fatti corruttivi, o sospettati tali, a vari livelli di governo (locale, regionale, nazionale) e che ha visto coinvolti sia funzionari che esponenti politici di ogni schieramento”.

Dal 2004 perse 25 posizioni
Il primo anno in cui l’indice di corruzione percepita è stato elaborato da Transparency International, l’Italia si trovava al 42esimo posto, in compagnia dell’Ungheria, con un punteggio di 4,8 su 10. Nel 2005, era risalita fino al 40esimo posto, con un punteggio di 5,0, a metà del range. L’Italia era rimasta praticamente ferma nel 2006, al 45eismo posto ma con una differenza di 0,1 sull’anno precedente. Il 2007 aveva segnato una risalita fino al 5,2 e la 42esima posizione, insieme alla Repubblica Ceca. Il 2008 aveva fatto segnare un calo consistente: fuori dalla top 50 al 55 posto, l’Italia aveva perso 0,4 punti dell’indice, finendo a 4,8. Nel 2009, un’altra emorragia di posizioni e punteggio: meno 0,5 e meno 13 posizioni: con 4,3 l’Italia è arrivata al 63esimo posto, in compagnia dell’Arabia Saudita, sotto a Namibia, Samoa, Slovacchia, Cuba e Turchia. Ed è scesa ancora più in basso nel 2010: siamo al 67esimo posto, con 3,9 punti, fra Ruanda (sopra) e Georgia (sotto).

Cos’è e come si calcola l’indice
L’indice di corruzione percepita è legato a quanto il settore pubblico di un paese viene reputato non limpido. La valutazione è composta da dati forniti da esperti, interviste e approfondimenti di varie fonti indipendenti. Secondo Transparency International, l’indice è legato alla percezione “perché la corruzione è generalmente legata ad attività illegale, che vengono alla luce solo tramite scandali, indagini e azioni penali”.

fonte: Rainews24.it

Dio mio, ci troviamo fra Ruanda e Georgia, direi che la corruzione pubblica è decisamente percepita in maniera forte e credo possa definirsi tranquillamente una piaga del nostro Paese. Che cosa si fa per rimediare? Il premier evita addirittura il proprio processo per corruzione giudiziaria e credo che questo possa un tantino alimentare i sospetti che la corruzione sia ben radicata nella nostra struttura sociale ed economica, non trovate? Altro che case a Montecarlo o investimenti immobiliari ad Antigua, c’è molto di più marcio sotto e prima o poi dovrà venire a galla…

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