Donna: oggetto da violentare

Cosa succede nel cervello maschile quando vede una donna? Beh, qualcuno sostiene che avviene una traslazione del medesimo verso il pisello, altri sostengono che il cervello smetta di funzionare, altre invece sono fermamente convinte che l’esistenza del cervello nel genere maschile sia una chimera, o al massimo una rarissima presenza. Purtroppo, però, il cervello maschile non si limita a non pensare, ma varca sovente i confini della violenza per ottenere ciò che non riesce ad avere. Il sesso, il bisogno di sesso lo guida a pensieri, fatti e gesti inconsulti, e devo ammettere che la considerazione maschile della donna sta sfociando sempre più nella donna-oggetto, un mero attrezzo sessuale per sfogare le proprie pulsioni, per sfogare le fantasie più spinte.

Certo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio (ovviamente, mi starei auto-accusando così facendo), ma vedo segnali sempre più preoccupanti di una società che tende a considerare quasi normale la violenza sulle donne. Ricordo, ad esempio, episodi in cui i principali mezzi d’informazione lasciavano trasparire il messaggio che le violenze sulle donne fossero quasi “cercate” dalla vittime e non frutto della violenza maschile. Ricordate il caso della ragazza violentata dopo aver accettato l’invito per un incontro su una chat/social network? Si disse alle ragazze di “non fidarsi degli inviti in chat”. La colpa, quindi, era di chi si era troppo fidato, non di chi aveva ingannato e violentato la ragazza… inammissibile.
Ora il caso di Sarah Scazzi, 15enne trovata morta ad Avetrana per mano di suo zio, l’ennesimo caso di una mentalità maschilista che sta prendendo piede in questo Paese. L’uomo che non ottiene, prende con la forza. Ora piangiamo tutti la morte di una giovane ragazza, ma sono convinto che non si affronterà veramente il problema; ci si limiterà a condannare lo zio orco, ad isolare il problema, aspettando la prossima vittima di violenza. Sento già la puzza dei giornalisti pronti allo scoop mediatico, con puntate speciali già pronti, salotti televisivi già colmi, plastici e ricostruzioni video da Hollywood. Personalmente, l’unica cosa che voglio è un po’ di silenzio in memoria di Sarah e per la sua famiglia che starà vivendo un momento molto più che difficile, e la seria volontà di cambiare questo mondo che mette in prima pagina la donna puttana e oscura il ruolo della donna nella società, il vero ruolo.

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