Un partito ridicolo può essere guidato da un comico

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Beppe Grillo non smette di far parlare di sè e dal suo blog personale lancia l’ennesima iniziativa/provocazione, ossia quella di candidarsi come segretario del PD alle prossime elezioni primarie. Sembrerebbe una presa per i fondelli, ma Beppe Grillo sembra intenzionato a portare avanti l’iniziativa, avendo preso la tessera del partito e volendosi fermamente mettere in competizione con Franceschini, Bersani e Marino. La politica è in fermento per capire se e come Grillo possa legittimamente candidarsi alla segreteria del Partito Democratico. Ad esempio, riporto da La Stampa:

La candidatura di Grillo si sta rivelando un terremoto, almeno sul piano mediatico, che ha mosso parecchio le acque anche in casa democratica. Agli altri concorrenti per il ruolo di segretario e ai big del partito l’ultimo show del comico non piace affatto. Il Partito democratico è «una cosa seria» e certamente non un «autobus dove uno salta sù per fare un giretto» lo gela Pierluigi Bersani. Quella di Beppe, dice, è «una proposta che testimonia che abbiamo allestito un partito che può essere ritenuto come un’occasione sulla quale saltar su per sviluppare la propria politica».

Sulla stessa linea anche Fassino, che appoggia Franceschini. «La boutade di Grillo la interpreto come una delle tante provocazioni di un uomo di spettacolo» dice l’ex segretario dei Ds. «Non c’è alcuna ragione per pensare che Grillo possa essere candidato alla segreteria del Pd – aggiunge Fassino – nessuno è preoccupato dalla candidatura di Grillo. Il partito è una cosa seria e ha delle regole. Grillo non è iscritto e non si riconosce nel Pd. Se Grillo vuol fare politica metta in piedi un partito e si presenti alle elezioni». Un’apertura a Grillo arriva invece da Ignazio Marino, il “terzo uomo” nella corsa alla leadership: «Seguendo le regole della democrazia, chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone, se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perchè debba essere escluso». Mentre il candidato blogger Mario Adinolfi dà il benvenuto a Grillo e fa un appello «ai burocrati del Pd affinchè non ne impediscano la candidatura».

Non la pensa affatto così Giovanna Melandri: «A Grillo vorrei dire che il Pd non è un tram su cui si può salire all’occorrenza. Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non può candidarsi a guidarlo. Credo che prima dei colpi di scena, chi sceglie di impegnarsi in politica debba avere rispetto per migliaia di cittadini che, a diverso titolo, si sono impegnati per costruire il Pd e che, rispettandolo, ci credono veramente». Pieno appoggio invece da Antonio Di Pietro: «Vedo che molti nel Pd fanno a gara per irridere la candidatura di Grillo a segretario di quel partito, eppure il suo – dice il leader Idv – è l’unico programma esposto, molto più articolato delle idee che finora abbiamo sentito dagli altri candidati». Emma Bonino ripropone considerazioni che riporta alla querelle-Pannella, di due anni fa, quando era il leader Radicale a voler correre per il timone Pd. «Io ancora non ho capito bene – dice la vicepresidente del Senato – se le regole di questo Statuto del Pd, che ogni giorno di più risulta più pasticciato, consentono o no la candidatura di Beppe Grillo. Se lo consentono il dibattito deve essere politico, non esistono “vade retro Satana”. Grillo è abituato a lanciare anatemi e a fare monologhi, ma non è mai stato disponibile a dialoghi o confronti. Se poi parliamo del programma che Grillo ha enunciato io trovo che ci siano delle sciocchezze».

Partiamo dal presupposto che in Italia può diventare presidente del Consiglio anche chi è indagato, processato e condannato per reati penali, quindi non dovrebbero essere cavilli burocratici e di forma a bloccare la candidatura del comico genovese, a mio avviso. Vedo comunque le mummie del PD molto tese e preoccupate, segno che l’intervento di Grillo è stato un autentico fulmine a ciel sereno. Peccato che non si colga la palla al balzo per impostare una seria riflessione sulle motivazioni che portano Beppe Grillo a questo gesto, peccato che il PD non riconosca i propri sbagli e non faccia un sano esame di coscienza prima di fare primarie e congressi vari. Se vuole offrire una vera alternativa a Berlusconi il PD deve ripartire con persone nuove e, soprattutto, idee da 21esimo secolo. In caso contrario, non saranno certo delle escort e qualche foto rubata a segnare la caduta dell’impero berlusconiano.

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