Stupro pretendere troppo sesso dalla moglie

Leggo ora la notizia su La Stampa che la Cassazione ha confermato la condanna ad un certo Massimo L., marito di Novara, che pretendeva dalla moglie, Monica G., «prestazioni sessuali oltre il desiderio della stessa». Riporto dall’articolo:

Per soddisfare le sue voglie, l’uomo era giunto anche a minacciare la moglie con un machete. Senza successo, innanzi alla Suprema Corte, Massimo L. ha sostenuto di non aver commesso violenza sessuale ma, tutto al più, solo il reato di maltrattamenti. La Cassazione – con la sentenza 26345 – gli ha risposto che: «costituisce violenza sessuale qualsiasi forma di costrizione, a nulla rilevando l’esistenza di un rapporto di coppia coniugale, o para coniugale, tra le parti, dal momento che non esiste all’interno di tale rapporto un diritto all’amplesso, ne, conseguentemente, il potere di esigere o imporre prestazioni sessuali».

Inoltre – aggiunge la Suprema Corte – «in tema di reati contro la libertà sessuale, nei rapporti di coppia di tipo coniugale, non ha valore scriminante il fatto che la donna non si opponga palesemente ai rapporti sessuali e li subisca, quando è provato che l’autore, per le violenze e minacce precedenti poste ripetutamente in essere nei confronti della vittima, aveva la consapevolezza del rifiuto implicito della stessa agli atti sessuali». La moglie di Massimo, infatti, per non destare allarme nei bambini – la coppia aveva dei figli – non si opponeva alle pretese del marito e a gesti muti cercava, inutilmente, di farlo desistere. Massimo L. è stato condannato a 6 anni e quattro mesi di reclusione, con sentenza del 22 settembre 2008 della Corte d’Appello di Torino.

Queste sono le sentenze che mi fa piacere riportare, perché bisogna sponsorizzare queste notizie, per far sì che altre donne maltrattate in famiglia abbiano il coraggio di ribellarsi alle violenze fisiche e psicologiche dei propri mariti o conviventi. Non esiste alcun diritto all’amplesso, lo scrive anche la Cassazione nella propria sentenza. Il sesso deve essere immagine dell’amore che si prova per il partner, non un obbligo derivante dal contratto di matrimonio! Non voglio più sentire storie di abusi e violenze contro le donne, è una piaga sociale che va aspramente combattuta, inasprendo le pene possibilmente e sensibilizzando le donne vessate ad affidarsi agli organi giudiziari, oppure all’ausilio di associazioni dedicate a questi temi molto delicati. Ovviamente, ci vuole anche una certa tempestività delle forze dell’ordine, altrimenti si rischia di intervenire troppo tardi.

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