E piantatela di fumare!

Molti ci provano, pochi ci riescono. Nel corso del 2008, ben il 42 per cento dei fumatori ha tentato di abbandonare le «bionde», con esiti purtroppo negativi nella grande maggioranza dei casi. Solo il tre per cento dei fumatori è infatti riuscito a dire basta una volta per tutte. Un altro 4 per cento, anche se non fuma più, non può ancora essere considerato «ex» (secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità – Oms) perchè ha smesso da meno di sei mesi. Tutti gli altri hanno invece ceduto di nuovo alla tentazione e sono tornati dal tabaccaio. Soprattutto per loro, Corriere Salute e Sportello Cancro inaugurano – in occasione della Giornata mondiale senza tabacco che si celebra il 31 maggio – un nuovo forum: «Stop al fumo», moderato da un team di specialisti che risponderà alle domande dei lettori sulle patologie correlate al fumo e sui vari metodi disponibili per dire basta al tabacco.

QUASI SOLO «FAI DA TE» – I dati diffusi dall’Oms riguardano gli esiti preliminari per il 2008 del sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), un’iniziativa promossa dal ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali e realizzata dalle Regioni italiane con il coordinamento del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità. Un aiuto concreto per abbandonare la nicotina potrebbe venire dai medici e dagli operatori sanitari, che però non sempre (6 volte su 10 circa) consigliano ai fumatori di smettere. Inoltre, il sostegno dei servizi sanitari non sembra ancora una risorsa molto utilizzata, se è vero che – tra chi ha smesso – meno dell’1 per cento riferisce di esserci riuscito partecipando a corsi organizzati dalle Asl. Addirittura il 96 per cento degli intervistati dichiara infatti di aver chiuso con il fumo da solo.

NO NEI LOCALI, SÌ IN CASA – Per quanto riguarda il fumo passivo, il divieto nei locali pubblici continua a funzionare bene, anche se non sembra rispettato in modo omogeneo su tutto il territorio. In ambito domestico, più di un italiano su 4 riferisce che nella propria casa è consentito fumare, a volte pur in presenza di un minore di 14 anni. Secondo i numeri raccolti dalle Asl che partecipano al sistema di sorveglianza Passi, nel 2008 i fumatori costituiscono il 29 per cento degli intervistati. È un’abitudine più diffusa negli uomini, nei giovani con meno di 35 anni, nelle persone con livello di istruzione medio-basso e tra chi ha difficoltà economiche. In media, ogni fumatore dichiara di fumare 13 sigarette al giorno. Ben 7 fumatori su 100, inoltre, sono forti fumatori: consumano, cioè, più di un pacchetto al giorno. Facendo un confronto tra le diverse Regioni, infine, la prevalenza di fumatori più bassa si registra nella Provincia autonoma di Trento e in Veneto (24 per cento), quella più alta invece nel Lazio (33 per cento).

DIPENDENTE UN GIOVANE SU TRE – I giovani, purtroppo, sono sempre più fumatori. Cala L’età media, a 16 anni ormai la prima sigaretta, e un under 24 su 3 è un fumatore abituale. Mentre le ragazze incalzano i ragazzi nella poco ambita classifica della dipendenza da nicotina. Nei giorni scorsi, le prime anticipazioni avevano già segnalato la crescita, sei anni dopo la legge Sirchia, del numero dei fumatori. Una crescita, si legge nel rapporto, «principalmente dovuta all’aumento dei giovani e alla diminuzione degli ex fumatori». I fumatori di 15-24 anni sono più di un milione e 700 mila e la percentuale è cresciuta dal 24 per cento del 2008 al 29 attuale. A far registrare l’incremento maggiore sono le ragazze (passate dal 17,5 al 23,8 per cento), mentre i maschi sono aumentati dal 30,3 al 34 per cento.

LA PRIMA BIONDA A 16 ANNI – L’età media di «iniziazione» è a 18 anni, ma con il passare del tempo si sta abbassando notevolmente: se i fumatori di oltre 65 anni dichiarano di aver cominciato a 20 anni, oggi sempre più giovani iniziano a 16, molti anche prima. Inoltre, osservando le abitudini dei ragazzi e confrontandole con quelle degli adulti, si nota che non ci sono differenze significative nelle motivazioni che invogliano a provare la sigaretta, nella frequenza di consumo, nel numero di sigarette fumate quotidianamente e nella spesa sostenuta. Oggi come 50 anni fa la motivazione che spinge ad accendere la prima bionda è legata all’influenza degli amici: oltre il 60 per cento di giovani e adulti hanno dichiarato di aver in iniziato in occasioni di feste o con i compagni di scuola. Sono uguali anche la frequenza di consumo: il 90 per cento degli intervistati, sia giovani che adulti, fuma tutti i giorni. L’unica diversità si registra tra le ragazze, che nel 18,2 per cento dei casi dichiarano di fumare occasionalmente o nel fine settimana (mentre i loro coetanei maschi che fumano saltuariamente sono solo il 5 per cento). Anche il tipo di prodotto scelto dai giovani è lo stesso degli adulti. Il numero medio di sigarette fumate al giorno non è significativamente diverso da quello dei grandi (10 contro 14) e i ragazzi spendono quasi la stessa cifra, con una differenza minima di 3 euro.

DIVIETO IN SCUOLE E OSPEDALI – Le sigarette devono essere off limits nelle scuole. Non solo, come ovvio, in classe, ma anche negli spazi ricreativi, nei bagni, nei cortili. È la proposta di Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Iss . «Servono interventi mirati – avverte Zuccaro – perchè i divieti ci sono già, ma vanno perfezionati. A scuola, per esempio, si fuma nelle pause, si va in cortile o in portineria, mentre bisognerebbe estendere il divieto a tutto l’edificio scolastico. Identico discorso per altri edifici pubblici, a partire dagli ospedali.Non è possibile che nel luogo simbolo per eccellenza della sanità si fumi nei cortili, sui balconi, negli ingressi. Ci sono dei luoghi in cui il fumo va bandito completamente».

FOTO E SCRITTE SUI PACCHETTI – Il tema per la Giornata senza tabacco 2009 scelto dall’Oms riguarda le «avvertenze sanitarie» sui pacchetti di sigarette, ritenute molto efficaci ma ancora poco utilizzate. Messaggi chiari e diretti, come quelli comparsi su alcuni imballaggi in Italia: «il fumo uccide», «fumare in gravidanza fa male al bambino», «il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno», «i fumatori muoiono prima», «il fumo può provocare una morte lenta e dolorosa» sono solo alcuni esempi. L’Oms, che è particolarmente favorevole a figure e frasi sulle confezioni (già utilizzate circa in una dozzina di Paesi nel mondo) perché le considera il mezzo più valido a persuadere le persone a smettere di fumare, esorterà quindi tutti i governi ad adottare le avvertenze sanitarie che descrivono gli effetti dannosi derivanti dall’uso di tabacco.

fonte: Corriere.it

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