L’insostenibile lentezza del regionale

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Mi capita spesso di viaggiare in treno tra Brescia e Milano e normalmente viaggio con treni diretti, prima gli Intercity (ora estinti) ed ora gli EuroStar City (che hanno sostituito i precedenti con un aumento del prezzo del biglietto: da 9 euro a 14 euro, per 4 minuti in meno di percorrenza). Comunque non voglio parlare di questo fatto, bensì dei treni che, con l’Alta Velocità che imperversa in Italia, nessuno considera più. Parlo ovviamente dei treni regionali, poiché ieri mattina mi è toccato prendere il regionale da Milano centrale delle 8:40 per Brescia (arrivo previsto 10:16), poiché i posti sull’ES delle 9:05 erano esauriti. Un’ora e trentasei minuti di viaggio previsto, che in realtà hanno superato i 100 minuti di viaggio, nonostante il treno fosse sostanzialmente vuoto e pochissima gente fosse salita o scena nelle tante fermate intermedie (Milano Lambrate, Pioltello-Limito, Vignate, Melzo, Trecella, Cassano D’Adda, Treviglio, Vidalengo, Morengo-Bariano, Romano, Calcio, Chiari, Rovato, Ospitaletto-Travagliato).

Il treno non era assolutamente di ultima generazione. Era palesamente vecchio, ma quello che sorprendeva era lo stato di apparente abbandono a cui sembrava essere lasciato. Se si trovano zecche nei sedili di ES o di Intercity, non oso immaginare cosa si potrebbe trovare nei sedili di questi treni regionali! Ho provato a cercare un posto leggermente più pulito degli altri (perché ricordo che il treno era semivuoto), ma quando mi sono accorto che si trattava di una ricerca vana ho lasciato perdere e mi sono “comodamente accomodato” in un posto che, quantomeno, mi permetteva di vedere il panorama esterno. Infatti, buona parte dei finestrini era imbrattata da scritte di writers che occultavano la vista esterna. In aggiunta a tutto questo, pure il controllore non sembrava affatto un tipo amichevole e gioviale, e nonostante io cercassi di sorridere alle sue richieste, lui sembrava essere incazzato col mondo intero, me compreso. Comunque era lunedì mattina, faceva già un gran caldo, di aria condizionata nemmeno a parlarne, e posso capire che lavorare in quelle condizioni non fosse cagione di grande gioia ed allegria.

Il mondo dei trasporti ferroviari italiano è un mondo in cui una parte viaggia a velocità sostenuta, mentre l’altra è completamente ferma. Il contrasto tra gli investimenti nell’Alta Velocità e lo stato pietoso delle reti regionali è impressionante: treni logori e maltenuti, linee vecchie, stazioni fatiscenti e pericolose (soprattutto in orari serali e notturni). Vorrei tanto sapere se vale la pena investire così tanto su treni velocissimi, quando il sistema ferroviario regionale rasenta livelli di qualità così bassi…

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One thought on “L’insostenibile lentezza del regionale

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