Tassi all’1%, la BCE taglia di nuovo il costo del denaro

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Oggi, il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso un ulteriore taglio dei tassi, precisamente di 25 punti base per quanto riguarda le operazioni di rifinanziamento principali (portandolo all’1%) e di 50 punti base per quanto concerne le operazioni di rifinanziamento marginale (0.75%).  Si tratta del livello minimo fatto registrare dalla BCE, un’operazione con cui si è voluto dare un segnale forte di stimolo e rilancio per l’economia reale, ancora fortemente impantanata nella crisi economica più grave che la Storia abbia mai conosciuto. Il presidente della BCE Jean-Claude Trichet ha lasciato intendere che tale livello raggiunto sia appropriato per l’economia, ma non esclude che si possa ulteriormente tagliare i tassi di interesse, qualora il mercato necessitasse di ulteriori impulsi.
Inoltre, è stato allungato il tempo di finanziamento per le banche dell’Eurozona, passato da 6 mesi a 12 mesi. Soprattutto, si parla di liquidità illimitata per le banche e mi auguro che questo provvedimento possa essere un forte stimolo per le banche stesse e, quindi, per l’economia.

Personalmente, da piccolo economista (non sono come il ministro Brunetta, nee!), sono sempre scettico per queste continue manovre di politica monetaria fatte dalla BCE. La storia insegna che l’efficacia di tali manovre dipende, in maniera cruciale, dalla capacità della Banca centrale di “spiazzare” gli operatori, sorprendendo il mercato. Finora, però, la BCE ha sostanzialmente fatto quello che il mercato si aspettava che facesse, tranne qualche rara eccezione riguardo alla forza di alcune decisioni. Inoltre, resta sempre da considerare il rischio inflazione, poiché la recessione economica ora erode letteralmente l’inflazione potenzialmente scaturente da queste manovre monetarie, ma nel momento della ripresa (2010, sperem…) potremmo assistere ad una fiammata inflazionistica molto forte e, potenzialmente, molto pesante sulla nostra economia ancora ferita. In questi casi, molto meglio tenersi un po’ più la recessione e lasciare che l’economia corregga autonomamente e liberamente il proprio trend ribassista… ma ovviamente, spero tanto di sbagliarmi, veramente.

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