Banche in arresto a causa dei derivati

il_banco_vince_sempre.jpgNotizia fresca fresca di oggi, alcuni gruppi bancari (Deutsche Bank, JP Morgan, Depfa Bank e UBS) sono sotto inchiesta per via della vicenda connessa alla sottoscrizione di contratti derivati presso il Comune di Milano, contratti stipulati non seguendo le procedure corrette e, probabilmente, pure in modo truffaldino. La storia del raggiro è la medesima che si è sentita in passato, ad esempio in riferimento alla puntata di Report intitolata “Il Banco vince sempre”, oppure dal caso da me riportato sui “Comuni inderivati“. La base di partenza è sempre un debito, un’esposizione finanzaria, su cui gravano dei rischi di interesse; a questo punto entra in scena la banca che propone contratti derivati per la copertura da tali rischi. Il punto focale è che tali operazioni dovrebbero essere a costo zero, ovvero, nel caso di contratto swap, un debito a tasso variabile viene sostituito da uno a tasso fisso. Ergo, si elimina il rischio interesse per l’indebitato, che passa all’altra controparte; il vantaggio per quest’ultima risiede nel possibile riduzione dei tassi di interesse, ottenendo quindi uno spread positivo. Ovviamente, rimane sempre aperta la seconda strada che porta ad un aggravio dell’indebitamento e, dunque, a spread negativi per la controparte.

Purtroppo, però, il gioco raramente funziona così. Spesso, infatti, il valore delle prestazioni in entrata e in uscita non è uguale, ma nel contratto ciò non viene specificato. In sostanza, se Tizio propone a Caio la sottoscrizione di un contratto derivato swap in cui la posizione di Caio, all’inizio, è negativa per 100, ecco che Caio sottoscriverà il contratto solo se Tizio gli darà anche i 100 per coprire la posizione scoperta, altrimenti no.
Alle banche è anche addebitato un raggiro inerente i doveri di correttezza posti dalla legge inglese «Fsa» che loro avevano voluto regolasse i contratti con il comune di Milano, spingendo quindi il Comune a rinunciare a tutta una serie di clausole e condizioni contrattuali a suo favore.

A mio avviso, comunque, al di là di comportamenti truffaldini e disonesti da parte di alcune banche, bisogna sottolineare la leggerezza con cui i nostri comuni d’Italia tendono a gestire il denaro pubblico. Il mondo della finanza è un mondo complesso e non facile da analizzare, soprattutto senza basi teoriche e tecniche valide. Esistono i raggiri bancari, ma anche l’inaccuratezza dei nostri rappresentanti comunali, sempre pronti a scaricare sui posteri i loro debiti, menefregandosene delle conseguenze. Il caso del comune di Milano è solo uno degli innumerevoli casi presenti sulla nostra penisola. Questo caso apre uno spiraglio a favore dei Comuni, ma spero che questo non limiti l’attenzione alle sole banche, ma si focalizzi anche sui comportamenti della nostra classe dirigente e, possibilmente, condanni i comportamenti più negativi.

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