Luce, Gas e Autostrade non si toccano

Il blocco delle tariffe non riguarda quelle autostradali e quelle dell’elettricità e del gas. “Il disposto dell’articolo 3 comma 1 – fa sapere il Tesoro – riguarda esclusivamente il blocco di diritti e tariffe vari dovuti a fronte di servizi erogati direttamente dalla pubblica amministrazione”. Quanto invece alle tariffe in materia di autostrade, energia elettrica e gas “non si applica il blocco” dal momento che, nel decreto stesso, è “espressamente confermato” il meccanismo di determinazione dei prezzi da parte delle Authority.

Nel decreto legge “anti-crisi” non c’è alcun blocco tariffario per autostrade, luce e gas. In una nota diffusa oggi dal dicastero di via XX Settembre, si mette in chiaro il significato del disposto al fine di “evitare la diffusione di interpretazioni devianti, strumentali ed interessate” della parte del testo che riguarda diritti e tariffe. In particolare, il ministero ribadisce che “il disposto dell’articolo 3 comma primo, riguarda esclusivamente il blocco di diritti e tariffe vari dovuti a fronte di servizi erogati direttamente dalla Pubblica Amministrazione”. Un esempio per tutti? “I diritti e le tariffe dovuti in materia di motorizzazione“. Allo stesso tempo, poi, “in materia di Autostrade, energia elettrica e gas, non si applica il blocco di cui sopra, essendo nel decreto stesso espressamente confermato il meccanismo di determinazione dei prezzi da parte delle Authorities”.

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha auspicato che in parlamento ci sia una “buona discussione” sul piano-anti crisi, compresa la contestata norma sull’aumento dell’aliquota per Sky. Aggiungendo però, che “prevediamo la possibilità di mettere la fiducia. Anche se spero non sia necessaria”.

Famiglia cristiana giudica la manovra finanziaria a sostegno delle famiglie “un tampone: come dare l’aspirina a un malato terminale”. Nel numero in edicola questa settimana, il settimanale cattolico sostiene che si tratta di “demagogia, più che l’inizio d’una politica familiare seria”, poiché le misure si riveleranno inefficaci (“Servirà a poco, non farà ripartire i consumi, né ridurrà quella fascia di famiglie che non arriva a metà mese”) e farraginose (“Quanta burocrazia per i due soldi” della social card). Il giudizio è insomma severissimo: “L’elemosina di Stato non modifica d’una virgola la distribuzione del reddito, non lo sostiene, non crea nuovi posti di lavoro. Le grandi opere, finanziate con 16 milioni di euro, sono un libro dei sogni, che nessuno ha aperto”. Da bocciare, per il settimanale, specialmente la social card: “Si tratta di poco più d’un euro al giorno a famiglia. Impresa degna del cesarismo populista, che ha trasformato i diritti in elemosine, come s’addice a sudditi più che a cittadini. È un certificato di povertà” per il quale peraltro non è garantita la copertura finanziaria (“Tremonti dice che userà i conti dormienti e le multe dell’Antitrust. Ma quei soldi li aveva già promessi alle vittime del crack Parmalat e Cirio”). Per Famiglia cristiana “ci voleva più coraggio, soprattutto a sostegno delle famiglie, cenerentole d’Italia”.

fonte: Il Giornale

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2 thoughts on “Luce, Gas e Autostrade non si toccano

  1. Credo sia difficile accontentare tutti..soldi non ce ne sono, è abbastanza chiaro credo. La crisi incombe, anzi è già arrivata e si assomma alla nostra italica cronicizzata. Se si dà è troppo poco, se no si dà si affamma il popolo. Ci vorrebbe la fata turchina e qualche magia che nessuno è capace di fare qualunque cosa dica. Speriamo bene. Ciao e un abbraccio ^_^

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