Salva la banca e il governo campa

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Il salvataggio delle banche

Facciamo il punto della situazione. L’attuale crisi finanziaria nasce dalle banche. Principalmente dalle banche d’affari americane, ma non solo. Le banche, nel complesso, sono le artefici della creazioni di questa attuale crisi finanziaria, crisi che sta abbattendo le fondamenta della finanza mondiale e che sta dando il largo ad una più pericolosa recessione economica, potenzialmente la più spaventosa e devastante che l’uomo abbia mai conosciuto.
Questa doverosa premessa serve per chiedersi come mai buona parte dei governi mondiali si sia mossa per salvare gli istituti bancari più coinvolti nella crisi. In Italia si parla solo di aiuti alle banche (pronto un piano da 20 miliardi) e, forse, alle imprese. I cittadini consumatori, invece, devono restare a guardare. Le vere vittime della crisi sono loro, siamo noi. Chi ha avuto le maggiori responsabilità è ancora al proprio posto, sicuro, e riceve pure gli aiuti da parte dello Stato. Chi invece non centra nulla ha la percezione (reale) di essere via via sempre più povero, è preoccupato per il proprio futuro a causa dell’incertezza del lavoro e si trova a dover pagare maggiormente per la crisi scatenatasi.

Perché, allora, si aiutano le banche e non i cittadini? Beh, la nostra classe politica dice che, data la situazione di crisi, non c’è modo di aiutare tutti; insomma, siamo semplicemente arrivati in ritardo e dobbiamo fare la fila nell’attesa del nostro turno. Davanti a noi c’è pure Alitalia che, con la decisione dell’UE, ci costerà altri 300 milioni di euro per il prestito ponte. Qualcuno, più di uno, sostiene che sia necessario aiutare le banche per permettere loro di fare nuovi prestiti. Cioè, non vogliono renderci più ricchi, vogliono consentirci di indebitarci. La loro preoccupazione è che imprese e famiglie non riescano ad indebitarsi sufficientemente per le proprie spese, oppure per i propri investimenti. Indebitarsi non è sbagliato, in special modo in situazioni di crisi, ma non è giusto semplicemente affidarsi allo strumento del finanziamento bancario. Indebitarsi con una banca ha senso quando si pensa di anticipare dei flussi monetari futuri, per esempio per una spesa imminente di grossa importanza. Ma se le prospettive future rimangono quelle attuali, che senso ha chiedere prestiti alle banche? Non riusciamo più a risparmiare, cavolo! Da agenti in surplus le famiglie stanno diventando agenti in deficit, come le imprese. E questo non va bene, è una situazione che va corretta, va corretta aumentando il reddito delle famiglie e subito!
Un piccolo suggerimento ce l’ho: dato che lo Stato ha a cuore banche ed imprese e meno le famiglie, perché non taglia le tasse ai cittadini, aumentandole per le banche? Se lo Stato non aiuta durante le crisi, che diritto ha di chiedere un salasso economico come quello richiesto alla famiglia media italiana?

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One thought on “Salva la banca e il governo campa

  1. Amore, sinceramente… AIUTOOO!!!!

    “sta dando il largo ad una più pericolosa recessione economica, potenzialmente la più spaventosa e devastante che l’uomo abbia mai conosciuto.” cioè… AIUTOOO!!!
    E’ questo che ci prospetta il futuro? Recessione economica per i prossimi indefiniti numeri di anni? cavoli… che bella prospettiva il nostro futuro!!
    Cmq hai ragione, perchè pagare sempre più tasse se poi queste servono ad aiutare le banche o i dipendenti alitalia che davvero, hanno rotto!! Perchè non aiutare le povera gente che fa sempre più fatica ad arrivare a fine mese? Perchè non ridurre drasticamente le imposte in busta paga? così si aiuterebbe veramente la gente che ha più bisogno!
    Se una piccola ditta sta fallendo nessuno la aiuta, perchè se questa ditta si chiama Alitalia, Fiat o Banca Intesa le cose cambiano?
    Perchè se io mi indebito e non riesco a pagare le rate del prestito mi tolgono pure le mutande mentre le prima citate hanno ricevuto aiuti a non finire a fondo praticamente perso?
    L’economia, da quanto ne posso capire io, comincia a girare dal basso, dalle famiglie! E’ da lì che bisogna cominciare!

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