The American’s Rising: Obama president of the United States of America

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Bruce Springsteen – The Rising

Obama ce l’ha fatta. L’America, gli Stati Uniti d’America hanno voltato pagina segliendo il candidato democratico come prossimo inquilino della Casa Bianca. La vittoria è stata netta, quasi schiacciante. I Democratici avranno un grosso dominio anche per quanto concerne la Camera dei rappresentanti con oltre 250 seggi. Dopo 8 anni di governo Bush, l’America ed il mondo tutto si aspettano molto dal candidato democratico, nuovo presidente degli USA.
Barack Obama ha il difficile compito di traghettare il proprio Paese fuori dalle impetuose acque della crisi finanziaria e dalla recessione economica che l’ha colpito negli ultimi mesi, trainandosi dietro buona parte delle economie mondiali. Obama ha detto tante cose in campagna elettorale e non sarà facile per lui tramutarle tutte in fatti; se ci riuscirà, dimostrerà di essere un valido presidente e di meritarsi persino la ricandidatura, su questo non v’è dubbio.

Il premio Nobel per l’Economia, Paul Samuelson, sul Il Sole 24 Ore, parla dell’elezione di Barack Obama e della recente crisi finanziaria. Alla veneranda età di 93 anni, uno dei più grandi economisti di tutti i tempi è certamente favorevole al cambio di rotta della politica americana, anche se è preoccupato che la vittoria schiacciante impedisca quel minimo di ostruzionismo che è sinonimo di democrazia in quasiasi Paese. Sul fronte della crisi, segnala come il fallimento di Bear Stears era prevedibile, dato che quest’ultimo era l’intermediario principale dell’hedge fund LTCM, Long Term Capital Management, fondo hedge fallito una decina d’anni fa. Sul rilancio dell’economia auspica che le banche centrali, soprattutto la BCE, mettano da parte gli obiettivi sull’inflazione per concentrarsi maggiormente sulla cura della recessione, perché il male maggiore; sul disavanzo che si genererà per superare la crisi Samuelson non è troppo preoccupato e sostiene che i rischi di iperinflazione saranno assai ridotti.

Comunque vada, la missione di Martin Luther King ha trovato, finalmente, il suo lieto epilogo. Il sogno di uguaglianza del pastore statunitense ha trovato il pieno compimento nell’elezione di Barack Obama, primo presidente di colore degli USA. Questo è un forte segnale di integrazione, un segnale che dimostra come l’integrazione sia possibile quando è voluta da entrambe le parti, che dimostra che il colore non deve essere un discriminante in nessuna circostanza.

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