Mississippi bubble: storia di una crisi

Dopo aver parlato della crisi dei tulipani, oggi voglio parlare di un’altra bolla famosa, ossia la Bolla del Mississippi (Mississippi bubble). Questa crisi ha come epicentro Parigi e come attore protagonista un certo John Law. Questi è uno scozzese, figlio di un orafo-banchiere, ergo faceva parte di una famiglia benestante. Purtroppo, in giovane età, gli muore il padre e si trasferisce a Londra. Qui conduce una vita dissoluta fatta di sperperi e in poco tempo finisce col dissipare quasi tutto il suo patrimonio. La fortuna di Law deriva dalla sua grande capacità di calcolo matematico e probabilistico, fattore che gli permetterà di recuperare parte degli sperperi grazie al gioco d’azzardo. Successivamente, in un suo viaggio in Italia, affina le sue conoscenze e tecniche in materia bancaria e sulla moneta; capisce che a causa della carenza di moneta le economie degli Stati nazionali non posso decollare. Secondo lui gli Stati devono aumentare l’offerta di moneta per abbassare i tassi di interesse e, conseguentemente, aumentare il Pil reale.
Altra convinzione di John Law è che gli enormi debiti pubblici possono essere acquistati da una grande società per azioni privata che, a fronte dell’incameramento del debito pubblico, emettesse azioni. Lo Stato beneficerebbe di tale situazione poiché avrebbe di fronte un solo creditore con cui ottenere tassi più bassi e ricevere dilazioni. A fronte di queste agevolazioni lo Stato deve però concedere dei monopoli a questa società.
Le idee di Law vengono recepite dalla corte francese, perché nel 1700 si trovava a fare i conti con un debito spropositato, alimentato dalle esigenze di corte e dalle guerre combattute su più fronti. John Law parte dalla creazione di una banca di emissione privata che chiama Banque Générale (maggio 1716). Questa banca ha la facoltà di emettere carta moneta con l’impegno di convertirli in moneta su semplice richiesta dei possessori. Il collocamento delle azioni della banca non ha successo, allora Law autorizza il pagamento delle azioni con debito pubblico al valore nominale, nonostante sul mercato i titoli di debito pubblico valessero il 50% del valore nominale. L’altra decisione fu quella di ottenere il totale appoggio della Corona per far decollare la banca.
Per rilanciare l’economia rilancia in grande stile la Compagnie des Indes. L’accordo prevedeva che, in cambio di alcuni monopoli, la società si sarebbe adoperata al ritiro del debito pubblico. Nel frattempo, la Banque Générale diventa banca del sovrano e assume il nome di Banche Royale. La Compagnia delle Indie ottiene all’inizio il monopolio del commercio e dello sfruttamento della Lousiana. Diventa ben presto la più grande società per azioni mondiale. Law colloca diverse tranches di azioni di tre tipologie: mamma, figlia e nipotina, per la diversificazione generazionale. Il valore nominale di tali azioni è di 500 livres. La quotazione di queste azioni sul mercato è di 150 livres. Al momento del secondo collocamento, John Law chiede 550 livres (incorporando, quindi, un premio al rischio sul valore nominale); con la successiva sottoscrizione il premio viene rivisto verso l’alto innescando, in tal modo, una gonfiagione artificiale del prezzo delle azioni. Law mette inoltre in pratica una politica monetaria espansiva che svolge un ruolo significativo per il collasso del valore delle azioni: la politica monetaria espansiva sostiene la gonfiagione con tassi bassi e facilità di credito.
Gli assets della Compagnia delle Indie sono rappresentati da due grandi fonti:

  • i territori della Lousiana e del Mississippi, che Law aveva pubblicizzato come veri e propri paradisi terrestri pieni di ricchezze;
  • il debito pubblico incamerato, su cui la Corona di Francia pagava un tasso compreso tra il 3% e il 4%.

Sostanzialmente, la capacità di generare profitti di questa società era molto bassa ed essendo molto bassa è impensabile un valore delle azioni eccessivamente elevato.
Nel 1720 i prezzi cominciano a precipitare. Nel dicembre del 1720, con le azioni collassate al valore di 500 livres da un valore di circa 10.000, Law è costretto a fuggire dalla Francia e scappare all’estero.

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