Bloccate le short selling


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La notizia era nell’aria ed è prontamente arrivata. La Consob ha deliberato una restrizione sulle vendite allo scoperto sui titoli bancari ed assicurativi quotati sui mercati regolamentati italiani. Si obbliga, sostanzialmente, a detenere già i titoli al momento dell’ordine e fino al momento del regolamento dell’operazione. Queste disposizioni hanno effetto transitorio e valgono dalle 00:00 di oggi alle 24:00 del 31 ottobre 2008.
Per chi non lo sapesse, le vendite allo scoperto (short selling) sono particolari operazioni speculative in cui, praticamente, si scommette al ribasso invertendo le normali operazioni di una fase d’acquisto: prima di vende e poi si acquista. Per fare questo, però, è necessario vendere ciò che non si ha, quindi è necessario ricorrere ad un “prestito di titoli”, prestito che ha un costo e che va remunerato. L’operazione è altamente pericolosa, perché giocare contro il mercato può portare a perdite considerevoli in conto capitale. Di norma sono sconsigliate ai piccoli investitori e riservate ad investitori di grandi dimensioni e capacità.
Data la natura finanziaria dell’operazione e il rischio sottostante, spesso le vendite allo scoperto hanno attirato il sospetto di operazioni di insider trading, ovvero di operazioni guidate da informazioni privilegiate e non pubblicamente disponibili. Ed è anche per questo che oggi molte Autorità di vigilanza stanno andando verso un progressivo aumento degli ostacoli su queste operazioni, per ridurre la componente speculativa delle operazioni, per rendere più difficile il lavoro di un insider, per stabilizzare i mercati finanziari riducendo la speculazione ribassista.

Chi non vede di buon occhio queste operazioni, volte a “garantire la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, ritenuto che sia necessario evitare che si indirizzino sui mercati nazionali manovre speculative che possano avere per effetto una riduzione anomala dei prezzi delle azioni di società bancarie e assicurative”, sono certamente gli hedge fund. Quest’ultimi si distinguono dai normali fondi comuni d’investimento per il fatto di poter assumere posizioni corte sui titoli. Quindi, agli hedge fund verrà tolta o resa più difficoltosa una strategia operativa e, probabilmente, verrà privato il mercato di un meccanismo riequilibratore fornito dalle operazioni di short selling. I ribassisti, infatti, vanno ad acquistare anche in fasi decrescenti del mercato, garantendo la liquidità del mercato e il giusto compromesso tra vendite ed acquisti.
Infine, viene comunque da chiedersi come mai queste maggiori regolamentazioni vengano adottate solo per i titoli bancari ed assicurativi. Probabilmente si vuole proteggere maggiormente queste categorie di titoli. Va segnalato anche il fatto che tali restrizioni riguarderanno le negoziazioni a pronti, ma non quelle sui derivati (opzioni e futures), anche se resta aperta la possibilità per gli organi di compensazione e liquidazione di modificare i margini di garanzia quotidiani sulle posizioni aperte.

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