Archivio per Luglio 22, 2009

Di Luca positivo al Cera, altro scandalo doping nel ciclismo

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Il ciclista italiano Danilo Di Luca, campione italiano della Lpr e autentico simbolo dell’Abruzzo, è stato pescato positivo al doping nell’ultimo Giro d’Italia in cui si è classificato secondo, dietro al russo Denis Menchov. Riporto da Tuttosport:

«Ma sarei stato così stupido da prendere la Cera un anno dopo che è stata scoperta a Riccò, Sella, Rebellin, al Giro d’Italia poi?». Danilo Di Luca risponde così al telefono, mentre sta rientrando a Pescara, sulla sua sospensione per doping che gli è stata comunicata oggi dall’Uci. La notizia della positività è stata comunicata stamattina al telefono da un medico Uci alla moglie Valentina, direttamente a Pescara. Valentina Giuliani, figlia dell’ex corridore Stefano, l’ha poi rivelata al marito dopo la fine della tappa del Brixia Tour. «Cado dalle nuvole – ha detto Di Luca – è davvero strano, tanto che non so neanche dire come sto in questo momento».

Dopo la notizia della sospensione per la positività al Cera, Danilo Di Luca non ha potuto proseguire la propria corsa al Brixia Tour (in provincia di Brescia), dove da oggi era impegnato. «Due anni per me sarebbe una squalifica pesantissima, che mi avrebbe indotto a smettere - ha detto al telefono all’ANSA, il leader della Lpr-Brakes -. Si parla di Cera, ma io non l’ho assunto, anche perché sono stati trovati positivi tanti atleti e cadere in questa trappola sarebbe stato davvero stupido». «Per me - ha spiegato l’atleta abruzzese – adesso è importante fare le controanalisi in un altro laboratorio e non in quello di Parigi, perchè mi è stato detto che usano metodi strani. Due personaggi dell’atletica leggera, trovati positivi, si sono rivolti ad un altro laboratorio che ha sovvertito l’esito del test».

«Come mi sento? E come devo sentirmi? So quello che mi aspetta - ha concluso Di Luca, vincitore del Giro d’Italia nel 2007 e secondo quest’anno, alle spalle del russo Denis Menchov -. Ma soprattutto sono consapevole che, se dovesse essere tutto confermato, sarà la fine. Adesso devo vedere cosa fare, non potrò gareggiare fino al 3 agosto prossimo, giorno in cui verranno effettuate le controanalisi».

Sembrerebbe cadere dalle nuvole, ma qualora la positività fosse ampiamente confermata, devo dire che questi pseudo campioni riescono sempre a recitare benissimo nonostante la prima prova della loro colpevolezza. Sembra comunque molto difficile estirpare il tumore del doping da questo sport; le vecchie generazioni sembrano ancora così avvezze a pratiche dopanti e pare ancora che rischiare abbia senso, nonostante i controlli. Certa gente non andrebbe squalificata, andrebbe radiata dal ciclismo professionistico, cacciata a pedate per l’errore commesso e per i danni arrecati a sé ed a tutto il movimento ciclistico. È ora di dire BASTA!

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