Archivio per Luglio 12, 2009

Introduzione al rischio salute

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Dopo aver ampiamente sviscerato il problema dell’allocazione di portafoglio degli individui e delle famiglie lungo il life cycle, considerando i fattori prevalenti della teoria economica, ossia la ricchezza, il reddito lavorativo, il fattore casa, l’avversione al rischio, la motivazione ereditaria, ecc., voglio ora ampliare la trattazione ponendo l’ipotesi che vi sia almeno un’altra variabile che possa dare una motivazione alle variazioni nella composizione del portafoglio investito degli individui lungo il ciclo di vita, ovvero il rischio salute.
Il collegamento fra queste due variabili, ossia rischio salute e composizione del portafoglio investito, non è certamente dei più palesi ed evidenti. Questo aspetto è attuale e di recente analisi da parte del mondo accademico, quindi non vi è ancora una teoria corposa in merito, ma vi sono già lavori ed evidenze empiriche su diversi dataset.
Una possibile giustificazione al fatto che le condizioni di salute possano incidere sull’allocazione di portafoglio può essere ottenuta considerando il legame tra salute e partecipazione al mercato del lavoro. Questo è il sentiero percorso da Barnay e Debrand (2006), i quali analizzano gli effetti della salute sulla partecipazione alla forza lavoro da parte dei lavoratori più anziani in Europa. Lavori simili sono stati svolti da Campolieti (2002) che, invece, analizza il mercato del lavoro del Canada, limitando la ricerca alla sola partecipazione maschile, e da Jiménez-Martín e altri (2005) che circoscrivono l’analisi alla sola Spagna.
Ponendo, invece, l’attenzione sull’allocazione di portafoglio, Christelis, Jappelli e Padula (2007) si chiedono se le abilità cognitive di un individuo, ad esempio l’abilità matematica, la fluidità verbale e la capacità mnemonica, abbiano un effetto sulle decisioni di investimento. Gli autori trovano che la propensione nell’investire in azioni è fortemente correlata con le capacità cognitive dell’individuo. Tuttavia, tale relazione non si verifica sulle attività finanziarie a minor rischio e più trasparenti dal punto di vista informativo, come obbligazioni e titoli di Stato, concludendo che il legame tra abilità cognitive e detenzione di azioni è guidato da vincoli informativi, piuttosto che dalle caratteristiche delle preferenze individuali o da tratti psicologici. A suffragare questo lavoro, si aggiunge anche la ricerca di Jürges (2007) che mostra come il fattore salute non incida sostanzialmente sulle decisioni di risparmio degli individui.

References:

Barnay T., Debrand T., 2006, Effects of Health on the Labour Force Participation of Older Persons in Europe, Questions d’éeconomie de la santé, n° 109, IRDES.
Campolieti M., 2002, Disability and the Labour Participation of Older man in Canada, «Labour Economics», pp. 405-432.
Christelis D., Jappelli T., Padula M., 2007, Cognitive Abilities and Portfolio Choice, CEPR discussion paper 5735.
Jimenez-Martin S., Labeaga J.M., Prieto C.V., 2005, A Sequential Model for Older Workers’ Labour Transitions after a Health Shock, Working Paper.
Jürges H., 2007, Does Ill Health Affect Savings Intentions?, Mannheim: MEA.

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