
L’Italia è un Paese che più di altri dovrebbe puntare alla trasparenza ed alla limpidezza dei rapporti tra vari organi di potere dello Stato. Questo perché l’Italia è un Paese anomalo, governato da una palese oligarchia (qualcuno potrebbe leggere “dittatura”) basata sul controllo dell’informazione soprattutto, ma anche sull’indirizzamento del potere giudiziario verso i fini della politica. Ergo, bisognerebbe evitare comportamenti o fatti che potrebbero semplicemente indurre a pensare che stia tramando qualcosa di losco tra i vari esponenti del potere dello Stato.
Evidente, quindi, il riferimento alla cena avvenuta tra due giudici della Corte costituzionale, Luigi Mazzella (promotore dell’evento) e Paolo Maria Napolitano, insieme al premier Silvio Berlusconi, il suo fido Guardasigilli Alfano, il sottosegretario Gianni Letta ed i presidenti delle commissioni Affari Costituzionali alla Camera e al Senato, Carlo Vizzini e Donato Bruno.
Oggi, il leader dell’Italia dei Valori ha lanciato un’interrogazione parlamentare proprio su questo tema, chiedendo le dimissioni del ministro Angelino Alfano e dei due giudici costituzionali. Il ministro Elio Vito ha risposto che tale cena c’è stata, ma si è trattato di una cena tra amici di lunga data, una cena informale e di carattere privato, che non avrebbe nulla a che vedere con le accuse/illazioni mosse da una parte dell’opposizione, specialmente da Di Pietro. E cosa dice Di Pietro? Beh, dato che la Consulta sarà chiamata a discutere della costituzionalità del cosiddetto lodo Alfano (la discussione inizierà il 6 ottobre), la cena avvenuta tra questi personaggi suona alquanto strana e preoccupante, poiché potrebbe essere stata occasione per discutere e, perché no, corrompere i giudici in questione per evitare al premier la spiacevole sentenza di incostituzionalità della leggina fatta su misura per lui. Difatti, il premier è già avvezzo alla corruzione giudiziaria, dato che in assenza del caro lodo sarebbe stato condannato, in primo grado, nel famoso processo Mills. Certo, la corruzione di due giudizi costituzionali sarebbe veramente un bel salto di qualità, qualcosa di veramente strabiliante persino per il buon Silvio.
Ovviamente queste sono solo illazioni, non si hanno prove a sostegno. Ma il punto è che non dovrebbe mai accadere nulla di simile in un Paese democratico. Perché tutto funzioni bene c’è bisogno che i vari poteri siano fra di loro indipendenti, in grado di svolgere una reciproca attività di controllo, per far sì che lo Stato possa funzionare bene e offrire garanzie di trasparenza e legalità. So che parlare di “legalità” in un Paese in cui il presidente del Consiglio è una delle persone più inquisite suona veramente male, ma io sogno sempre che qualcosa possa cambiare, nel tempo… lo sogno e lo spero sempre.




