
Il presidente della provincia uscente Filippo Penati non riesce a completare la rimonta tra il primo e il secondo turno di elezioni, dovendosi arrendere al candidato del Popolo della Libertà Guido Podestà, neo presidente della provincia di Milano. Filippo Penati si ferma al 49,78% contro il 50,21% del rivale Podestà. Per come era andata al primo turno sembrava dovesse essere una vittoria a mani basse per il candidato del centro-destra, ma così non è stato. Il forte astensionismo, probabilmente l’astensionismo di una fetta dell’elettorato della Lega Nord e la grande capacità di Penati di catturare su di sè l’elettorato di sinistra ha permesso a quest’ultimo di mettere i brividi a Podestà che, fino all’ultimo, non ha potuto cantar vittoria.
Non si può, comunque, non riflettere sul calo di consenso del Popolo della Libertà e di tutto il centrodestra in generale, uscito rinvigorito dalle elezioni del 6 e 7 giugno scorso ma che ora sconta un calo generalizzato, non solo su Milano e provincia, ma anche in tutta l’Italia. Il Partito Democratico ha avuto un ottimo colpo di coda ed è riuscito a non perdere completamente la faccia dopo la debacle del primo turno. Non è detto, comunque, che sul voto non abbiano influito i recenti scandali che coinvolgono ed hanno coinvolto il premier Silvio Berlusconi. Da possibili relazioni con minorenni a rapporti con escort, passando per le foto dei festini di Villa Certosa. Voglio pensare che l’elettorato moderato e cattolico del centro-destra abbia preferito astenersi, indignato e schifato dalle voci provenienti da Roma, Napoli e Bari, riguardanti il presidente del Consiglio.
Cambiando argomento, ora voglio vedere come procederanno i lavori per il futuro Expo2015, dato che Governo, Regione, Provincia e Comune ora parlano la stessa lingua e non dovrebbero mettersi i bastoni fra le ruote. Ovviamente questo non significa che i lavori saranno fatti bene, sia chiaro. Anzi, temo che sarà il solito tsunami di cemento che pioverà su Milano e comuni limitrofi… purtroppo.





