Archivio per Giugno 12, 2009

Ddl Intercettazioni, lo scempio efferato secondo Di Pietro

governo_sangue.jpg

Riporto il testo dell’intervento dell’on. Antonio Di Pietro in merito al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, pubblicato sul suo blog personale:

Oggi si è consumato lo scempio più efferato nella storia della Repubblica. In un colpo solo, con il disegno di legge approvato pochi minuti fa alla Camera, si sono spazzate via l’obbligatorietà dell’azione penale ed il diritto ad essere informati.
Non sarà più possibile utilizzare le intercettazioni per combattere la criminalità. Con questa legge, che impedisce le rilevazioni telefoniche ed ambientali, la magistratura ha perso occhi ed orecchie. Mentre la stampa non potrà più pubblicarle.
Per avallare la votazione, sono state strumentalizzate e distorte nel significato persino le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che, almeno ora dovrebbe indignarsi, non avendo raccolto l’appello per fermare questa scellerata votazione.
Il governo Berlusconi IV legittima nelle istituzioni l’esistenza della malavita organizzata, del malaffare, della corruzione e legifera per sdoganare l’immoralità, la distruzione dell’etica, la corruzione economica e sociale dello Stato, favorendo l’ingresso della criminalità e dei suoi metodi affaristici nel tessuto sociale ed economico del Paese.
Una partita a due, tra governo e malviventi, con una sola porta, la corruzione, e senza arbitri, la magistratura ed i cittadini: una platea di spettatori inermi.
Questo governo non è costituzionale perchè umilia la Costituzione. Questa maggioranza è golpista, perché non si è insediata negli scranni capitolini per risolvere i problemi dell’Italia ma per spartirsi una torta di potere.
Il Parlamento, la Costituzione e le sue regole sembrano impotenti dinnanzi a un tumore che si è insinuato nello Stato in modo subdolo ed invisibile.
Servono le piazze, i cittadini, la disubbidienza civile, l’Europa e l’unione di tutte le forze sociali che non si riconoscono in questa brutta pagina della storia.
Le leggi si devono rispettare finchè a scriverle non sono i delinquenti.

L’opinione espressa da Di Pietro è dura, durissima, però credo sostanzialmente condivisibile. Siamo in un momento di grave crisi economica, il Paese ha bisogno di provvedimenti seri ed urgenti per uscirne, quindi perché sprecare tempo utile per approvare una legge che limiti notevolmente l’utilizzo dello strumento delle intercettazioni telefoniche nelle inchieste penali? Qual è la ratio di questa legge? La privacy degli onesti cittadini non è minimamente sfiorata dalle intercettazioni dei magistrati; solo coloro che hanno qualcosa da nascondere o che temono di essere scoperti hanno fretta di approvare questo provvedimento, una specie di copertura da rischi futuri.

Personalmente, sono molto contrario a questo provvedimento, l’avevo già detto in passato e ne sono ancora più convinto ora. Non è mettendo il bavaglio alla stampa e legando le mani ai magistrati che si combatte la criminalità, questo è poco ma sicuro. Questo provvedimento legislativo può avere effetti disastrosi sulla Giustizia italiana, già compromessa dalla lentezza dei processi e da leggi ad personam che ne limitano pesantemente le capacità e le funzioni. Una politica corrotta e formata da parlamentari condannati non può permettersi di modificare l’operato della Giustizia, è una cosa indegna!

Commenti (2)