Archivio per Giugno 9, 2009

La sconfitta del PD e la vittoria di Beppe Grillo

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Dario Franceschini e gli esponenti del Partito Democratico possono dire e raccontare quello che vogliono, ma i veri sconfitti di questa tornata elettorale sono proprio loro. Vero è che Silvio Berlusconi aveva fissato un’asticella molto più alta del risultato reale acquisito, ma ciò non toglie che il responso delle urne abbia dichiarato che la coalizione di maggioranza ha sostanzialmente mantenuto la stessa proporzione di voti, con un leggero travaso di voti dal Popolo della Liberta alla Lega Nord, uscita trionfalmente da queste elezioni europee-provinciali-amministrative.
Indipendentemente da come andranno a finire i ballottaggi per le province e per i comuni, al PD è sicuramente tempo di riflessioni, poiché gli elettori stanno seriamente mettendo in dubbio il progetto politico stesso del partito, non dando fiducia a questa forza politica che ancora non ha mostrato molto di se stessa. La crisi del PD si respira soprattutto in regioni quali l’Emilia Romagna, in cui i consensi continuano a scendere a favore di forze più estremiste e più vicine ai veri problemi dei cittadini, Lega ed IDV. Il Partito Democratico non è né carne, né pesce: non è né antiberlusconiano e di forte opposizione, né propositivo e riformatore. E’ un’entita di cui ancora non si conoscono le caratteristiche e gli elettori continuano a penalizzare l’incertezza attorno a questo soggetto politico “non identificato”.

Chi ha vinto, invece, oltre a Bossi e Di Pietro, è certamente Beppe Grillo. Nonostante le sue liste civiche siano state dimenticate dai media nazionali, nonostante talvolta alcuni suoi comizi abbiano subito tentativi di depistaggio, il comico genovese è riuscito nell’intento di “inoculare il virus” all’interno di alcuni consigli comunali. Una trentina, all’incirca, che come inizio non è certamente male. La volontà di Grillo è quella di diffondere il virus, di ampliare il raggio di azione di questo virus democratico nelle prossime tornate elettive. La democrazia dal basso è partita, certamente in sordina, ma sta di fatto che è partita. Chissà che la Rete non possa stravolgere il volto politico del Paese nei prossimi anni… probabilmente è un’esagerazione, ma sognare non costa nulla, e credo che qualunque cittadino vorrebbe rivedere la propria politica in mano a dei cittadini. Sarebbe una bella favola da raccontare ai propri nipoti, la nostra seconda Liberazione!

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Ufficiale, Kakà al Real Madrid – Mucha mierda, Kakà!

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La notizia era già nell’aria da giorni e mancava solo la conferma ufficiale. Il Real Madrid ha acquisito le prestazioni sportive del giocatore Ricardo Izecson dos Santos Leite, meglio conosciuto come Kakà, per le prossime 6 stagioni. L’annuncio è arrivato direttamente dal sito ufficiale dell’AC Milan. Il giocatore più forte del Milan lascia Milano e l’Italia per approdare a Madrid, per giocare al Santiago Bernabeu nel club più prestigioso del mondo. Dal club più titolato a quello più affascinante. Di Kakà i tifosi ricorderanno sempre le sue 270 presenze totali in maglia rossonera, marchiate da ben 95 reti, le più delle quali di ottima fattura. Con lui il Milan ha vinto:

  • 2 Supercoppe europee (2003, 2007).
  • 1 Campionato italiano (2004).
  • 1 Supercoppa italiana (2004).
  • 1 Champions League (2007).
  • 1 Mondiale per Club (2007).

Finalmente Berlusconi è riuscito a cedere il fuoriclasse rossonero, cosicché si possa ripianare i debiti e vivere un’altra stagione da comparse, questa volta sul doppio fronte, italiano ed europeo. Da tifoso non ho rabbia addosso, ma molta rassegnazione per un calcio italiano che sta lentamente morendo e un glorioso Milan la cui luce sta diventando via via sempre più flebile. Kakà era ed è un giocatore che può farti vincere partite e trofei quasi da solo e perdere uno così fa sempre male, soprattutto quando è la stessa società a forzare la sua cessione e non frutto di un’offerta astronomica come accadde, ad esempio, nel caso dell’offerta del Manchester City a gennaio.
Personalmente non so quanto seguirò il Milan nella prossima stagione, la perdita di Kakà è la perdita della passione che accende l’entusiasmo attorno a questa squadra, squadra tutto sommato sopravvalutata grazie appunto alla presenza di campioni quali Kakà.

Al giocatore faccio i miei migliori auguri per la nuova avventura madridista, senza dimenticare di ringraziarlo per le 6 stagioni trascorse a Milanello in cui, grazie alle sue prestazioni, ha contribuito attivamente e decisamente alle vittorie del Milan. E come si dice in Spagna, “Mucha mierda, Kaká!”

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