
A settembre, probabilmente, dovrebbe iniziare l’avventura di un nuovo quotidiano, «Il Fatto». Dico “probabilmente” perché in questi giorni nella rete si sta diffondendo il programma di pubblicità e sono già partiti gli abbonamenti sulla fiducia, poiché questo giornale, a differenza di tutti gli altri, non richiederà aiuti e finanziamenti di Stato, ma cercherà di sopravvivere grazie semplicemente ai propri lettori, come un qualsiasi giornale dovrebbe fare, d’altronde. Questi i punti salienti del nuovo giornale:
- Racconterà i fatti, fin dalla sua testata. Darà le notizie, le analisi e i commenti che gli altri non danno, o nascondono. Parlerà dei temi che gli altri ignorano.
- Non avrà padroni: la società editoriale è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune: un quotidiano fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, politici, finanziari e industriali, che usano i giornali per i loro interessi.
- Non chiederà né avrà finanziamenti pubblici concessi da questo o quel partito.
- Nascerà solo se avrà dei lettori interessati ad acquistarlo, e a leggerlo. Nel paese dei giornali senza lettori, mantenuti in vita dai contribuenti, anche e soprattutto da quelli che non li comprerebbero mai, noi faremo il nostro giornale soltanto se avremo un numero di lettori sufficiente per mantenerlo in vita.
Il giornale sarà costituito da 16 pagine a colori, quindi un giornale tutto sommato “leggero”, e uscirà 6 giorni su 7, lunedì escluso. Sarà sia un giornale cartaceo, sia un giornale online. A pagamento il primo (costo nella media dei normali quotidiani nazionali) e gratuito il secondo. Antonio Padellaro sarà il direttore, e la redazione sarà composta da giovani giornalisti agguerriti. Nell’idea dei fautori si cercherà di dar vita ad una voce fuori dal coro, ad un giornale che sappia fare giornalismo al livello più puro, senza condizionamenti esterni del mondo politico e di quello economico. L’Italia, dal punto di vista dell’informazione, sembra sempre più un regime, piuttosto che un Paese liberale e democratico. E questo fenomeno va contrastato, quindi ben vengano queste iniziative e ben fa Marco Travaglio a pubblicizzarle, nonché ad esserne membro attivo, sia come penna, sia come socio.
Per informazioni e per prenotare l’abbonamento:
telefono 02-66506795
fax 02-66505712
mail: dettofatto@ilfatto.info
E come ama dire spesso Travaglio, passate parola.





Maffina detto
Un altro giornata di parte….
Io dico che a parole sono tutti buoni, voglio vedere se davvero poi tutti i punti elencati verranno rispetati, partendo dal punto n.3 (anche il 2 è interessante… già il fatto che il direttore sia dichiaratamente schierato non è un buonissimo inizio).
vedremo!
Risklover detto
Beh, a me interessa appunto il fatto che non chiederà finanziamenti pubblici. Al di là del fatto che possa o meno piacere la linea editoriale del giornale, quantomeno lo pagheranno solo quelli che ne saranno veramente interessati e non tutta la collettività. Questo è il punto di svolta con tutti gli altri giornali, finanziati più o meno da Stato e partiti politici.
davide detto
E’ un’idea che aspettavo da tempo, sono molto felice di dover acquistare “il fatto” e non vedo l’ora che esca in edicola, di sicuro sarò tra i primi e poi più assidui acquirenti. Evviva i giornalisti liberi!!!!
Eleonora Ortu detto
vorrei delle informazioni per abbonarmi a questo giornale
sono felicissima che l’Italia Dei Valori abbia raddoppiato e che De Magistris e Sonia Alfano abbiano vinto. per cortesia infomatemi sul prossimo referendum perchè le notizie che da la televisione non sono chiare. grazie Eleonora Ortu Email tacchimble@gmail.com
Risklover detto
Cara Eleonora, per ora le informazioni disponibili sono limitate, poiché non sono ancora disponibili i prezzi degli abbonamenti, sia quello “sulla fiducia” per chi si abbona a scatola chiusa, sia l’abbonamento base, sia quello rateale. Comunque sia, ti invito a tenere d’occhio il blog Voglio Scendere di Travaglio, Gomez e Corrias per avere info.
Sul prossimo referendum, sicuramente scriverò qualcosa prossimamente sul blog. Se vuoi, puoi abbonarti ai miei post e riceverli sull’indirizzo di posta elettronica. Basta cliccare qui e seguire la procedura.
Torna pure a trovarmi, ovviamente!
al detto
un suggerimento: perché il Fatto non si raccorda a ciò che resta del valoroso e indipendente Diario della settimana?
Risklover detto
mmm… credo che questa domanda andrebbe posta ai fondatori de “Il Fatto”. Comunque avranno avuto le loro buone ragioni per dar vita ad un nuovo giornale. Forse la linea editoriale stessa sarà diversa, chi lo sa? Non ci sono ancora molte notizie attorno a questa nuova testata.
alberto detto
sarò sicuramente tra gli acquirenti del fatto.
per l’abbonamento vedremo in seguito.
alberto zollo
Risklover detto
In effetti, finché non escono i prezzi degli abbonamenti è comunque difficile abbonarsi a scatola chiusa.
Fabrizio (sev7en) detto
Congratulazioni,
sarò tra i vostri acquirenti, per certo non mancherò di leggere la versione online, ma per offrirvi supporto mi abbonerò anche a quella cartacea.
Ciao e buona domenica!
franco dolto detto
peccato che L’Unità non sia stata un “contenitore” adeguato e sufficiente allo scopo che l’amato Marco T. si propone!
giordano detto
Ciao ragazzi siete grandissimi io mi kiamo giordano e scusate la parola maaa…MI SONO ROTTO I COGLIONI….mi sono stufato di vedere questo vekkiume di politica…IO ADERISCO SUBITO AL VOSTRO GIORNALE…passero parola e non faro l’omertoso come molto ma molto spesso succede in italia…mandatemi ovviamente a voi gentilmente tutta la procedura per abbonarmi…li fotocopiero e li mandero in giro,xke tanta gente soprattutto in un paesino como NEPI ancora non si rende conto di tutto quello ke sta succedendo in italia..aneddoto:una mattina ero al bar e il propietario del bar mi ha detto…e anke giusto ke le prime quattro karike dello stato non devono essere processate…ma allora mi kiedo un giovane come me di 30anni kosa deve pensare?di un padre di famiglia kosi?cmq l’unica cosa ke vi kiedo e vi prego pure,togliete le pubblicita delle finanziare in questo sito..
Risklover detto
mmm… dove sarebbe la pubblicità delle finanziarie? :S Io sul blog non ho messo alcuna pubblicità… :S
Giuseppe detto
Grande Travaglio, si vede che in Italia qualcosa si sta muovendo…
Claudio Corticelli detto
cari marco e antonio, intanto mi sembra un buon inizio che abbiante scelto IL FATTO per intitolare il nuovo giornale, come a dare continuità al grande maestro del giornalismo italiano
Le linee editoriale che avete indicato sono giuste e coraggiose, bene la società collettiva, ma forse ci sarà bisogno di un’azionarato popolare, per sostenere un’impresa di questo tipo, perchè credo che gli abbonamenti non coprano le ingenti spese
Per come conosco voi due leggendo e ascoltandovi credo che terrete fede ai vostri proponimenti, io vi sosterrò tutte le sei mattine della settimana, poi vedro’ per l’abbonamento, per adesso vi dico avanti tutta, ciao claudio
redz0t1k detto
Da un rispettato cronista giudiziario, giornalista d’inchiesta nonchè giovane “erede” professionale di un “onesto rompipalle” come Montanelli;
da un ottimo direttore;
da un’iniziativa lodevole come il tentativo dell’autosufficenza finanziaria;
dai molti giovani, veri giornalisti che proprio in quanto tali non trovano posto negli schemi triti della lottizzazione e dell’autocensura nazionale (con le dovute eccezioni, senza sparare nel mucchio chiaramente ma purtroppo in Italia va così)….
Beh, da tutto questo viene che ho voglia di abbonarmi subito, un raro pregiudizio di positività!!!
Poi se sarò deluso ci sarà sempre il modo di tornare indietro, per ora auguri vivi e sinceri a tutti gli attori di questo progetto, di cui in Italia c’è un bisogno vitale, imminente.
Perchè “di parte” non si può non esserlo, cara “Maffina”: l’oggettività assoluta nel giornalismo non esiste, esistono i fatti nelle loro molte sfaccettature, esistono le opinioni ED ESISTONO LA DEONTOLOGIA PROFESSIONALE, IL CORAGGIO E L’ONESTÀ INTELLETTUALE, che sono le vere assenti di gran parte del giornalismo odierno e che saranno sicuramente co-protagoniste… dei fatti!!
E se ci sarà una parte on-line “partecipativa”, da web-giornalista dilettante e amateur che sono, consideratemi già “comparsa” molesta e petulante!!!!
GRAZIE DAVVERO A TUTTI COSTORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Stefano Calì detto
se dovrà essere uno dei soliti quotidiani di 15-20 pagine, tanto valeva impiegare sforzi e denaro per trovare uno spazio nel Manifesto, ampliandone la già buona fattura ma arricchendone i contenuti. La curiosità è comunque enorme e di sicuro sarò uno dei primi fruitori. Per ultimo, proporrei una maggiore promozione per farsi conoscere, visto che il passaparola -e non mi dilungo sulle motivazioni- attualmente è una delle pratiche meno vincenti.
Risklover detto
Credo che si volesse creare un giornale indipendente dalla politica e dai finanziamenti di Stato. Ecco perché non si è fatto alcun “apparentamento” con altre testate, proprio per creare qualcosa di innovativo, un giornale indipendente sotto molti punti di vista.
giancarlo detto
sono un assiduo lettore ed ascoltatore di Travaglio, spero che come me molti altri siano tifosi di un giornalismo di sostanza. Non farò mancare il mio contributo per ” Il Fatto”.
CIAOMARXS detto
Beh! coraggiosa l’iniziativa del nostro Marco. Ma restiamo coi piedi per terra!!!
“Ricordatevi che Garibaldi non ha unificato l’italia, ha diviso l’AFRICA!!!!”. (SIATE SEMPRE CRITICI CON TUTTI).
lucia manca detto
non vedo l ora di cominciare ad avere notizie.
GUIDO IMANON detto
Io non sono mai stato ammalato di “culto della persona”, ma ho una grandissma stima di Marco Travaglio, perchè:
ne condivido i valori e i principi etici
ne apprezzo l’obbiettività (se qualcuno ha dei dubbi, si legga “inciucio”)
è sempre documentato: prima i fatti, poi le opinioni
non si lascia intimidire
è un comunicatore efficace
usa efficacemente l’ironia, che è la quintessenza dell’intelligenza
ben venga quindi il suo giornale che, cred, sarà una voce quasi unica in un panorama di conformismo, di censura e di autocensura. Guido Imanon