Archivio per Giugno 2, 2009

Il Milan di Leonardo e il dubbio Kakà

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L’era di Carlo Ancelotti sulla panchina del Milan è terminata (a proposito, in bocca al lupo per l’avventura inglese alla guida del Chelsea) ed è ufficialmente iniziata la nuova guida tecnica targata Leonardo Nascimento de Araújo, meglio noto come Leonardo. Il neo allenatore brasiliano, ex dirigente del Milan, rappresenta la continuazione del lavoro svolto dal tecnico di Reggiolo. Si tratta della sua prima esperienza come allenatore, ma oltre ad essere affiancata da un folto entourage, è sicuramente una persona che dispone di una grande esperienza calcistica e credo che non sarà questo un grosso scoglio da superare.
Il vero scoglio sarà rappresentato dalla squadre che Leonardo sarà chiamato ad allenare. Dopo l’addio di Paolo Maldini, infatti, anche altri giocatori sembrano essere sul piede di partenza in nome del “rompete le righe” che è stato lanciato con la partenza di Ancelotti. In lizza per la partenza c’è sicuramente Clarence Seedorf, uomo di fiducia di Ancelotti mai pienamente apprezzato dal tifo rossonero: per lui sono molto probabili le sirene inglesi verso Londra per raggiungere il suo vecchio comandante. Un altro che potrebbe partire, anche se le probabilità a tutto’oggi restano alquanto basse, è Andrea Pirlo, apparso in fase calante dopo la vittoria Mondiale del 2006; molto dipenderà dalla volontà di Ancelotti di chiedere al suo neo presidente Roman Abramovich di investire sul centrocampista bresciano.

Ma il dubbio che maggiormente terrorizza i tifosi rossoneri è certamente quello legato al nome di Kaká. Recentemente, sia Galliani sia il patron Berlusconi hanno lasciato intendere che Kakà non sia assolutamente incedibile e che, di fronte ad una congrua offerta, il Milan sarebbe disponibile a cedere il cartellino del giocatore, uno dei giocatori più forti al mondo. Il pensiero, ovviamente, va verso la Spagna e precisamente verso Madrid, dato che il Real non ha mai nascosto e nemmeno ora nasconde l’interesse verso il forte trequartista brasiliano. Inoltre, pare che Kakà, qualora si muovesse da Milano, avrebbe già dato il suo ok per la destinazione Real, anche se ancora ci sarebbe da sistemare qualche punto legato alla gestione dei diritti d’immagine.
Da tifoso, ovviamente, seguo con un po’ di sgomento queste vicende e mi auguro che siano semplicemente delle invenzioni giornalistiche, tanto per coprire il vuoto lasciato dalla fine del campionato. Purtroppo, però, temo che un fondo di verità ci sia. Berlusconi, per la carica politica ricoperta, non può permettersi di spendere e non potrebbe mai rifiutare un’offerta importante. Inoltre, credo che il proprietario del Milan si stia allontanando sempre più dalla società, un po’ per ragioni politiche, un po’ per una disaffezione fisiologica, un po’ per tutto quanto ruota attorno al mondo del calcio, tifosi della curva compresi.

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Aereo fantasma e voli di Stato

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Il relitto dell’Airbus Air France partito da Rio de Janeiro e diretto a Parigi non è ancora stato ritrovato, ma alcuni piloti brasiliani hanno riferito di aver visto delle luci arancioni nell’Atlantico, segno probabile dell’incendio della carcassa dell’aereo. Nonostante ciò, comunque, una nave mercantile che si trovava in zona ha detto di non aver notato nulla, il che infittisce il mistero attorno a questo aereo che sembra essere stato letteralmente inghiottito dall’oceano Atlantico. Da come si è svolta la vicenda, sarebbe interessante conoscere le condizioni meteorologiche sulla zona al momento della perdita del segnale radio. Infatti, il pilota non ha segnalato nulla di strano, nessuna avaria, nessun incidente. Questo lascerebbe intendere che l’incidente dovrebbe essere avvenuto in tempi rapidi, ossia un’esplosione in volo probabilmente. Questo potrebbe pure spiegare le difficoltà nel ritrovare resti dell’aereo nell’oceano. Si riducono ad un lumicino le speranze di ritrovare persone vive, e il mio pensiero va verso i 10 italiani presenti su quel volo.

E mentre c’è un aereo che non si trova, spuntano aerei che non si sarebbero dovuti utilizzare, poiché aerei di Stato. La Procura di Roma, infatti, aprirà un fascicolo relativo alla questione sui voli di Stato e del loro utilizzo da parte delle cariche istituzionali a seguito dell’esposto del Codacons, che ha annunciato di volersi costituire parte civile nel processo. La vicenda è stata innescata dopo la polemica nata sull’eventuale utilizzo di voli di Stato da parte di amici (e soprattutto amiche) e conoscenti del premier Berlusconi, voli atti al trasporto verso la villa in Sardegna del Cavaliere.
Dura la reazione dell’IDV di Antonio Di Pietro, che dalle pagine del proprio blog personale non le manda certo a dire al presidente del Consiglio. La reazione di IDV e PD, comunque, passa anche attraverso il canale parlamentare: infatti, entrambi i partiti politici hanno chiesto un’interrogazione parlamentare per chiarire la vicenda legata ai voli di Stato, al loro costo ed al loro utilizzo. Si tratta dell’ennesima vicenda collaterale che colpisce Silvio Berlusconi, vicenda che mina ulteriormente la sua credibilità agli occhi dei cittadini italiani alle porte delle elezioni europee, provinciali ed amministrative.

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