Prima casa a emissioni zero, produce più energia di quella che consuma

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Dalla Danimarca, precisamente da Lystrup vicino ad Aarhus, giunge la notizia della costruzione della prima “casa attiva” (Active House) ad emissioni zero, poiché produce più energia di quanta ne consuma. È dotata di un computer centrale che controlla molti parametri della casa, come temperatura e clima degli interni, e soprattutto è costruita secondo i migliori standar ecologici ed eco-compatibili. Ad esempio, la parte del tetto che si affaccia a sud è completamente coperta da pannelli solari e da cellule fotovoltaiche: l’energia assorbita dai primi verrà utilizzata per riscaldare la casa, mentre le seconde convertiranno l’energia dei raggi del sole in elettricità. Il computer controllerà le temperature interne ed esterne e automaticamente aprirà o chiuderà le finestre quando necessario. L’energia in eccesso potrà essere venduta dai proprietari della casa agli enti pubblici della zona, permettendo addirittura di rientrare nell’investimento in qualche decina d’anni, la normale durata di un mutuo comunque.

«Molte persone credono che se una cosa è ecologica, deve essere per forza complicata» afferma Rikke Lildholdt, project manager che ha ideato questa casa attiva. Invece secondo la progettista non vi è nulla di complesso: «Si tratta di vivere una vita confortevole in una casa che produce più energia di quella che usa» dichiara entusiasta la Lildholdt.

Una casa attiva permette di risparmiare fino all’80% di energia rispetto una casa passiva, ovvero ad un’abitazione che risparmia energia grazie alla propria posizione e/o alla forma dell’edificio. La casa attiva, difatti, riesce a produrre quel surplus di energia che la rende speciale e che, perché no, potrebbe essere la guida per la costruzione delle case del futuro.

Unico piccolo difetto della casa è il suo costo che si aggirerebbe attorno ai 570.000 €, un prezzo non ancora accessibile su vasta scala. Però, secondo gli ideatori della casa del futuro, entro pochi anni tale prezzo potrebbe sensibilmente scendere e diventare un ottimo investimento per tutte le famiglie.


7 Commenti »

  1. Alberto detto

    Veramente interessante…

    ma per quanto riguarda il mondo della casa ecologica mi sentirei di citare il fenomenale progetto dell arch. Cucinella a Settimo Torinese, citato anche nello scorso numero di Wired. Sto preparando un padio di articoli su questo topic, ovviamente citerò il tuo intervento se non di ti dispiace…..

  2. Risklover detto

    Ovviamente non mi dispiace che tu possa citare questo mio post. Mi farebbe piacere avere anche qui i link delle tue discussioni inerenti, quindi mi auguro che funzionino i trackback, altrimenti aggiungili pure nei commenti, mi farebbe molto piacere… :)
    Grazie mille per la visita e per l’intervento!

  3. alberto2007 detto

    ti ho citato nel mio blog con un link al tuo…..

  4. Maffina detto

    E’ un po’ costosina… però è certamente il futuro!
    Bellissimo post amore!! Dimostri di essere sempre “sulla notizia”!
    Mai pensato di fare il giornalista? XD

  5. Risklover detto

    Naaaa Amore, lo sai che preferirei fare il multimiliardario… XD

  6. pinetree detto

    E’ una soluzione di lusso, non applicabile facilmente in Italia, a noi serve palazzine di 3 o 4 piani, non c’è la possibilità di incentivare la costruzioni di villette simili.
    Faccio fatica a capire dove sta l’ecologia in tutto questo, perché mai qualcuno mette in mostra i metodi di costruzione a risparmio energetico.
    Qualcuno ha fatto un calcolo del costi ecologici, se nessun calcola i costi ecologici della costruzione ma guarda solo al risultato finale, se nessuno calcola il costo ecologico per produrre €570.000, visto che i soldi non crescono sugli alberi, e produrli vuol dire andare a lavorare magari facendo 100km/giorno con un SUV, tante ore straordinari con tanto di luce e condizionamento acceso a lavoro.
    Per avere un vera casa ecologica, anche i lavori dovrebbero essere svolti in modo ecologico, avere mezzi a diesel (ruspe, gru, camion) che bruciano magari 100kWh al giorno per costruire la casa (un automobile lo consuma in un paio di ore), magari in 20 gg di lavoro, sarà praticamente impossibile da compensare con un passaggio da classe A alla casa attiva, anche producendo 50W/mq/annuo, siamo a 10kWh/annuo per una casa di 200mq, neanche i pronipoti riuscirebbero ad a compensarla.

    Alla fine forse è più ecologico, lavorare part-time, godere della luce del giorno, dormire con il buio, tenersi in forma (più peso, brucia più calorie), usare i mezzi pubblici e trovare un equilibrio ragionevole che magari potrebbe essere una casa in classe B.

  7. Nicola detto

    Anch’io lo trovo davvero interessante, è un’ottima notizia direi. Conoscete architetti danesi ma anche di altre nazionalità che portano avanti queste idee? Parlo di abitazioni o comunque piccola edilizia. Per ora mi interesserebbe questo. Sono uno studente di architettura e visto che in Italia non si studiano queste cose mi piacerebbe avvicinarmici da solo.

    Grazie

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