Sentenza Mills e Lodo Alfano

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Con l’arrivo della sentenza del processo Mills (sentenza di condanna in primo grado), in cui è direttamente coinvolto anche il premier Silvio Berlusconi, per il Papi cominciano a sorgere delle vere e proprie grane, poiché se prima poteva appellarsi al Lodo Alfano senza tanti problemi (esclusa l’eccezione di costituzionalità mossa su di esso), ora è più difficile sostenere la validità di quel lodo, dato che Berlusconi si trova in una posizione di condanna, condanna non ancora effettiva ma semplicemente posticipata dallo stesso lodo.
E’ inutile che il premier Berlusconi sostenga che la sentenza è scandalosa. Contro una sentenza ci si può appellare, è una forma di garanzia del nostro sistema giuridico. Ciò che è veramente scandaloso è il fatto che alcune persone siano immuni alla Legge italiana, e soprattutto il presidente del Consiglio che, a differenza del presidente della Repubblica, non può nemmeno essere processato per Alto tradimento o per attentato alla Costituzione. Silvio Berlusconi deve capire che non può sempre manipolare la Giustizia a suo favore, non può pretendere di aggiustare ogni suo processo. In alcuni casi può anche darsi che la Magistratura fosse prevenuta nei suoi confronti, ma nel caso Mills c’è poco da dire, la sentenza era già scritta poiché i fatti erano palesi e fin troppo evidenti: Silvio Berlusconi ha corrotto l’avvocato David Mills, il quale ha contattato il proprio commercialista Bob Drennan per motivare la presenza della tangente; purtroppo, però, il commercialista non ha voluto essere coinvolto nella vicenda e ha accusato il proprio assistito per evasione fiscale, coinvolgendo anche Mister B., alias mister Berlusconi.

Inutile la reazione di Berlusconi, inutile e scontata la risposta di Nicolò Ghedini, parlamentare ed avvocato del premier, che ha ribadito la scandalosità e la faziosità della sentenza, annunciando che il presidente del Consiglio non ha nessunissima intenzione di rinunciare allo scudo del lodo Alfano. E c’era bisogno di dirlo? Sarebbe il colmo se Berlusconi rinunciasse alla protezione del lodo! Ghedini dice che lo fa per non lasciare il Paese nell’ingovernabilità, ma si vede lontano un chilometro che sta dicendo una balla spaziale. La verità è che non può permettersi di rinunciare a tale protezione, poiché senza di essa rischierebbe di finire in carcere. Probabilmente, anche dopo il verdetto della Corte costizionale, credo che il lodo verrà presentato di nuovo, magari leggermente ritoccato ma sostanzialmente immutato, nel rispetto dello stile del nostro papi-premier. Ed io, pur condividendo gli ideali politici del centro-destra, non posso accettare di essere governato da un pregiudicato, da un deliquente, da un corruttore. In Inghilterra il governo è in ginocchio per uno scandalo legato a dei rimborsi spese, in Italia abbiamo il capo del governo accusato e praticamente condannato per corruzione in atti giudiziari e non sento levare molte voci contro l’esecutivo: come mai? Pignoli gli inglesi, o fessi noi?

3 Commenti »

  1. Fort detto

    A prescindere che Berlusconi non è indagato, a prescindere che tutte le accuse si sono sempre dimostrate nulla di fatto, a prescindere che il Mills è innocente fino a sentenza definitiva,(ma a lei questo sembra non riguardare visto i giudizi che emette) a prescindere che la sentenza è poco credibile perchè emessa da giudice schierata, quello che è veramente odioso è il tempismo.
    Ed a lei, questo, non Le fa sorgere qualche sospetto?

  2. Risklover detto

    Carissimo Ford, in passato mi sono spesso giunti dei sospetti sui processi legati a Silvio Berlusconi, ma tali sospetti ho cercato di dissiparli cercando di informarmi il più possibile per trarre le migliori conclusioni possibili, e dunque:

    a) Berlusconi è indagato nel processo Mills (di fatti, sarebbe chiamato “processo Berlusconi-Mills”, ma il cognome del premier viene spesso omesso), ma è riuscito ad uscire dal processo grazie ad una legge incostituzionale (sia nel merito, sia nella forma) varata e votata dalla stessa maggioranza che sostiene Silvio Berlusconi, il cosiddetto lodo Alfano, senza il quale ora il presidente del Consiglio italiano sarebbe condannato per il reato di corruzione in atti giudiziari.
    b) Certamente si può giustamente eccepire il fatto che, come Lei ha osservato, l’accusa di primo grado non è un’accusa definitiva, ma resta sempre un giudizio di colpevolezza. Se Berlusconi fosse innocente, che bisogno aveva di farsi il lodo Alfano? Non Le genera qualche sospetto, questo? E lo dico non da elettore di centro-sinistra, tutt’altro! Berlusconi sapeva di essere indagato in questo processo, ma ha comunque fatto campagna elettorale senza tirare mai in ballo la vicenda; una volta eletto, però, il processo è diventato una minaccia di ingovernabilità del Paese e l’ha subito bloccato… nemmeno qui sorgono dei sospetti?
    c) Per quanto riguarda il giudice, direi che ha imboccato un vicolo cieco. La giudice Gandus si schierò in passato contro le leggi ad personam dei governi Berlusoni, non contro la persona Silvio Berlusconi, è ben diverso. Se veramente Berlusconi credesse alla propria innocente ed anche giudicasse imparziale il giudice Gandus, avrebbe dovuto comunque accettare tale verdetto, per poi eventualmente ribaltarlo in appello, appello in cui il giudice sarebbe stato sicuramente diverso. L’innocente non ha mai paura del verdetto di un giudice, è il colpevole che ha paura e che cerca in tutti i modi di sgattaiolare via… (qualche sospetto?)
    d) In merito al processo, comunque, c’è una doppia confessione di David Mills che accusa Berlusconi più altre prove che riconducono le 64 società offshore all’area Fininvest e, dunque, a Berlusconi. Ci sono troppe prove contro Berlusconi, ecco spiegato il lodo Alfano… è quasi matematico come concetto, mi creda.
    Detto questo la ringrazio per il commento, perché comunque mi fa piacere aver modo di parlare civilmente con chi non la pensa come me. E’ un modo per imparare, nonché arricchire la discussione. A presto, quindi.

  3. [...] con una ragazza minorenne distolgono l’attenzione dai casi veramente importanti, ossia il caso Mills, per cui Silvio Berlusconi è riuscito ad evitare una condanna in primo grado per corruzione in [...]

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