Perché l’influenza suina fa così paura?

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sarebbe pronta a portare il livello di rischio a 6, valore massimo della scala. Ma i dati confermano che la malattia non è altamente pericolosa, dato che i casi nel mondo si aggirano attorno al migliaio mentre i morti sono 26, soprattutto localizzati in Messico e specialmente connessi alle prime fasi della malattia. Perché quindi aggravare l’allarme per la popolazione mondiale? Secondo il direttore generale dell’OMS, Margareth Chan, questa prima ondata infettiva del virus sarebbe semplicemente l’avvisaglia di una molto più grave e potente che potrebbe colpire il mondo in questo secolo, potenzialmente la peggior epidemia del Ventunesimo secolo.

Ma su cosa si basano queste nefaste previsioni? L’OMS ha delle informazioni che non può e non vuole divulgare al mondo? E’ chiaro che il virus dell’influenza suina potrebbe col tempo mutare e diventare più letale dell’attuale, ma tale ipotesi resta semplicemente un’ipotesi allo stato attuale dei fatti. Non è infatti la prima volta che il virus dell’influenza suina attacca l’uomo: in passato, precisamente nel 1976, una variante dell’attuale virus colpì un centro per l’addestramento dei soldati negli Stati Uniti d’America nel New Jersey (Fort Dix): allora, 200 soldati furono esposti al virus con un decesso. Comunque si tratta di oltre 30 anni fa, da allora il virus non si era più fatto vivo.

Personalmente non vorrei che il caso dell’influenza suina fosse stato preso come pretesto per distogliere l’attenzione del mondo dalla pesante crisi mondiale, o peggio ancora, per dare un forte impulso alle potenti compagnie farmaceutiche che, data la situazione, hanno certamente da guadagnare nella diffusione di facili allarmismi. Perché a pensar male si fa peccato, ma purtroppo spesso ci si azzecca…

2 Commenti »

  1. Pasquale detto

    Leggete su http://www.carta.org l’articolo di Valerio Evangelisti (www.carmilla.org, ma il sito e’ oggi inaccessibile) “Paranoia in Messico: storia di maiali e di bufale” che si pone molti interessanti interrogativi sul business della pandemia, molto simile alla Sars e all’aviaria. Un esempio: perche’ bloccare i voli verso il Messico e non verso la California?
    Poi c’e’ un altro particolare: non si riesce a scovare sul web i dati clinici delle persone decedute (ricordo che le complicanze di influenza ogni anno provocano oltre 26.000 morti nei soli USA.
    Infine il problema sempre presente in questi casi: dove sono le evidenze che sia il virus a provocare quei morti? come si spiega che in alcuni soggetti clinicamente sospetti non e’ stato trovato il virus? se facessero l’esame a controlli sani, quante persone risulterebbero protatrici del virus?

  2. Federico detto

    Ok, fantastico, dopo aver questo articolo ora si che mi sento meglio…Se Dio c’è, che ci aiuti subito…

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