Porca influenza, ci mancava quella dei suini!

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Dopo il caso della mucca pazza, dopo la SARS e l’influenza aviaria, ecco arrivare dal mondo l’ennesima emergenza sanitaria, un rischio pandemia che, partendo dal Messico potrebbe rapidamente diffondersi in tutto il mondo. Si tratta dell’arcinota influenza suina, nota ahimé perché in Messico ha già portato ad un centinaio di morti, circa, con circa 150 casi accertati in tutto il mondo. In Italia, il primo caso sospetto si è registrato in Veneto, dove una donna di 31 anni è stata ricoverata nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Venezia, dopo che domenica sera aveva chiamato il 118 a causa di febbre alta dopo il ritorno da un viaggio in California.

Dopo la recessione economica mondiale, ecco arrivare un’altra mannaia globale sul mondo, quindi nel peggior momento possibile, specialmente per i Paesi più poveri e, quindi, meno attrezzati per affrontare la situazione sanitaria che potrebbe volgere al peggio. Per ora la situazione è preoccupante, ma resta comunque sotto controllo. E’ normale l’allarmismo iniziale, data la pericolosità del virus e la velocità con cui sembra diffondersi. Quello che mi suona strano, in questo caso specifico, è la diffusione del virus in regioni calde del pianeta, specialmente poi in questo periodo primaverile. Per quel poco che so di virus, ho sempre saputo che i virus hanno una buona resistenza alle basse temperature, mentre vengono debellati col caldo; infatti, il virus influenzale normalmente arriva in inverno, mentre nel resto dell’anno si possono verificare sindromi parainfluenzali. Dunque, come mai questo virus si sviluppa e si diffonde nella bella stagione, in special modo in un Paese notoriamente caldo qual è il Messico? Avrei piacere di avere una risposta a questa mia curiosità, ma credo servirebbe il parere di un vero esperto in materia.

Nel frattempo, segnalo come Israele si opponga alla definizione di «influenza suina», preferendo quella di influenza messicana. Autore della “protesta” è il viceministro titolare della delega alla Sanità, Yakov Litzman, ebreo ultraortodosso che non accetta l’appellativo impuro del suino su questa nuova malattia.
Infine, alcuni piccoli consigli sono i soliti:

  • limitare o evitare i viaggi, specialmente nelle zone maggiormente colpite dall’epidemia;
  • usare un fazzoletto per coprirsi bocca e naso durante colpi di tosse e starnuti;
  • lavarsi spesso le mani, con acqua e sapone.

Per ora non si può fare molto di più. Il ceppo virale è stato identificato, ma i tempi per un eventuale vaccino si aggirano attorno ai 6 mesi. Comunque, non si sa se i vaccini già presenti contro altri ceppi possano avere effetti anche contro questo nuovo virus.

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