
La ricetta contro la crisi, a detta dei nostri politici, è quella di spendere. La gente deve spendere, le famiglie devono spendere, non bisogna risparmiare perché risparmiare fa male, risparmiare è un peccato e presto sarà reato. Ma come si può spendere ciò che non si ha? La famiglie italiane continuano ad impoverirsi. L’Istat ha diffuso oggi un allarme sulla povertà degli italiani. Secondo questa statistica, il 5,3% delle famiglie non avrebbe i soldi per acquistare il cibo, mentre circa il 15,4% non arriverebbe a fine mese. Questo è un dato in contrasto con quanto verificato sui consumi natalizi che, nonostante la crisi e la recessione globale, rimangono stabili rispetto ai dati degli anni passati, oltre al fatto che il turismo ha mantenuto un certo appeal.
Non si può, quindi, a mio avviso, rovesciare le redini della crisi sulle famiglie italiane. Gli Italiani si indebitano, da popolo di grandi risparmiatori siamo arrivati ad un livello di indebitamento quasi insostenibile. Non è possibile tirare ulteriormente la corda, la cinghia è tesa, tesissima e non si può chiedere che gli Italiani facciano ripartire l’economia. Lo Stato deve rimboccarsi le mani, la politica deve ridurre i propri costi e adottare, in comune accordo, provvedimenti atti a superare questa situazione. Dalla crisi non si esce in poco tempo, ci vorranno mesi, oppure anni per lasciarci alle spalle questa fase. E non è nemmeno detto che la crisi non sia ancora in una fase di sviluppo, perché le truffe e i crack finanziari sono assai frequenti e tutta la merda sepolta sta venendo a galla. In un contesto simile, bisogna ridurre le tasse e portare più soldi nelle tasche dei cittadini. Con più soldi si può spendere di più, con più soldi in tasca i cittadini posso spendere ed investire con più tranquillità e serenità. Ad oggi, buona parte delle famiglie deve fare le spese col bilancino e la parola “investimento” è uscita dal loro vocabolario. Non si può andare avanti così, perché se l’economia non gira, ai cittadini girano sicuramente…






