Archivio per Ottobre 29, 2008

Living Planet Report: la Terra non ci basta

La nostra Terra ha un volume di 1,0832073 × 1021 m³ e una superficie di 5,100656 × 1014 m². Nonostante questi numeri impressionanti, non ci basta più. Oggi, infatti, come mostra la figura qui sopra, la domanda di risorse per la vita dell’intera umanità  è all’incirca di un 30% superiore a quanto il nostro pianeta è in grado di fornirci. Sostanzialmente, la Terra è in grado di sostenerci solo per circa 2/3 dell’anno, poi ci dobbiamo “indebitare”. L’allarme è lanciato dal Living Planet Report 2008 del Wwf, in collaborazione con la Società Zoologica di Londra e il Global Footprint Network. Se le cose non dovessero cambiare, entro l’anno 2035 potremmo aver bisogno di un altro pianeta per non dover modificare i nostri stili e tenori di vita. Dal 1961 al 2005 la “domanda di natura” è più che raddoppiata, a causa della crescita della popolazione mondiale e a causa del consumismo eccessivo che ha portato a tanti sprechi.

L’Italia, ovviamente, eccelle nelle classifiche di impronta ecologica. L’Italia si piazza al 24° posto della classifica globale, ma raggiunge addirittura il 4° posto per quanto concerne l’impronta idrica. L’impronta idrica misura i consumi d’acqua di un Paese per la produzione di beni e servizi. Ogni anno un italiano consuma 2.332 metri cubi d’acqua, contro una media mondiale di 1.240 metri cubi.
Sull’impronta ecologica, comunque, i peggiori sono i soliti Stati Uniti d’America. Infatti, la biocapacità globale si attesta intorno a 2,1 ettari pro capite, mentre quella americana è pari a 9,4 ettari globali: sostanzialmente, essi le risorse di circa 4,5 Terre. La media complessiva è pari a 2,7 ettari con i Paesi industrializzati che la fanno da padrone. Per essere ancora più chiari, meno di un miliardo di individui (su un totale di quasi 6 miliardi e mezzo) consuma mediamente 3 volte di più di quanto il pianeta può sostenere. In una situazione così forzata, ovvio che questo eccesso di domanda sia scontato dal resto della popolazione mondiale (all’incirca 5,5 miliardi di individui) che devono vivere a credito, un credito che, però, non frutta loro nulla, tutt’altro. Non ottengono nulla, se non i danni dell’inquinamento globale che, purtroppo, colpisce pure i Paesi meno sviluppati.
Anche il mondo animale ci sta lanciando forti segnali su questa “recessione ecologica“. Dal 1970 al 2005 circa il 30% delle specie animali vertebrati si sia estinto con una conseguente riduzione della biodiversità, un patrimonio della nostra Terra. Questo fenomeno è particolarmente sviluppato nelle aree tropicali dove il crollo ha raggiunto, addirittura, il 50%.

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