
La nuova legge elettorale per le europee
Che senso ha, mi chiedo, voler eliminare le preferenze per le prossime elezioni europee del 2009? Finché si parla di meccanismi di sbarramento posso sempre comprendere la ratio che porta a formulare queste proposte: ovviamente non è detto che siano corrette e giuste, però la motivazione è chiara, ossia ridurre la frammentazione partitica. A livello europeo, però, direi che il problema della frammentazione è un non-problema. Non esiste alcun problema di governabilità del Parlamento europeo e credo che nessuna barriera andrebbe posta alle elezioni.
La questione, però, è cercare di capire la ragione per cui si debba proporre l’eliminazione delle prefenze. Già nelle elezioni nazionali il popolo italiano è stato spogliato del diritto di decidere i propri rappresentanti in Parlamento. I rappresentati sono decisi ex ante dalle segreterie di partito e il voto popolare serve solo a decidere la “quantità” di politici di uno schieramento, senza andare a influire sulla “qualità”. L’abolizione delle preferenze, ergo, si configura come un atto incostituzionale, perché proprio la Costituzione italiana, nell’art. 1, sancisce che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Quindi, dato che il popolo è sovrano, perché lo si spoglia lentamente ma inesorabilmente della propria sovranità?
L’unica spiegazione lecita ed ammissibile che mi viene in mente è il fatto che i nostri cari partiti credano che il popolo italiano non sia in grado di scegliere adeguatamente per il proprio bene e per il proprio futuro e che, dunque, agevoli la scelta ai cittadini “consigliando” dei propri fidati candidati. Questa è l’unica ipotesi che mi viene in mente, ma la trovo talmente idiota che mi rifiuto di credervi.
La realtà è che in Italia, ormai da anni, viviamo in una dittatura soft, talmente leggera che si fa fatica ad accorgersene. E’ una dittatura dell’informazione, perché il popolo stesso è tenuto in coma mediatico, privato degli elementi necessari per poter aprire gli occhi e giudicare autonomamente. In Italia molte cose vanno male, ma piuttosto che cercare di rimediare agli errori se ne commettono di nuovi, sulla scia di quelli passati. Le prefenze non vanno tolte, vanno rimesse in Italia, per ridare una parvenza di democrazia in questo Paese oramai agli sgoccioli. Ma il premier Berlusconi sembra non voler ascoltare il monito di Napolitano e tira dritto su questa riforma che, a suo dire, sarebbe una riforma nell’interesse del popolo italiano… mah…




