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Si sostiene, a mio avviso giustamente, che le banche non possano e non debbano fallire. Infatti, se ciò accadesse, il default di un istituto bancario determinerebbe un effetto epidemico della crisi su altre banche che finirebbe col comportare il collasso dell’intero sistema. Sostanzialmente, gli errori o le malefatte di una banca potrebbero compromettere la salute e la credibilità di altri istituti magari incolpevoli. Dal punto di vista sociologico è importante mantenere la stabilità del sistema bancario per non compromettere la fiducia dei risparmiatori.
Il problema, però, si pone dal punto di vista economico, perché l’attività bancaria è un’attività che genera alti profitti e non dovrebbe essere a rischio zero. Se l’attività bancaria determina alti profitti a costo zero, perché si permette che le banche siano private? Le banche fanno profitti dal nulla, prestano soldi non loro e che non hanno alcuna copertura ricavando utili considerevoli. Le parole chiave sono “signoraggio” e “riserva frazionaria”.
Il signoraggio è, letteralmente, il profitto del signore. Misura l’insieme dei redditi da emissione di moneta. Sostanzialmente rappresenta la differenza tra valore nominale (o facciale) della moneta e valore intrinseco. Ad esempio, la banca centrale di emissione emette moneta ad un valore facciale che non corrisponde al suo valore intrinseco e che nemmeno ha un controvalore reale in oro. E’ chiaro, quindi, che l’attività di emissione di moneta è un’attività ad alta profittabilità e che, ragionevolmente, tale attività non andrebbe ceduta a privati. Ed invece funziona proprio così. La banca centrale crea moneta e la presta. Quest’attività genera proventi ingenti che, però, non vengono redistribuiti tra la collettività, ma finiscono a privati. Ad esempio, il capitale della BCE è sottoscritto dalle diverse banche centrali, in parte appartenenti all’area Euro e in parte no. Vi è anche la Banca d’Italia tra i sottoscrittori, banca che non è pubblica, ma è una SpA sostanzialmente in mano a banche private e commerciali.
Si ritorna, quindi, alle banche private che non possono fallire. Queste banche incassano profitti enormi, si cuccano pure una parte del signoraggio della BCE e tutto ciò in un clima di totale sicurezza, perché alle prime difficoltà sanno che lo Stato spunterà a togliere le castagne dal fuoco. Le difficoltà nascono dal fatto che il tutto il sistema è sorretto dal debito, le banche prestano ciò che non hanno e questo dipende dal concetto di riserva frazionaria, ossia la quota di depositi che una banca deve detenere a scopo prudenziale. Se la riserva fosse pari al 100% il sistema sarebbe meno efficiente ma più stabile e sicuro. Il bisogno di maggiori quantità di moneta ha rotto questo equilibrio, portando a riserve “frazionarie” via via sempre minori per moltiplicare le possibilità del credito.
Bisogna notare anche come le banche detentrici di quote di Bankitalia possiedono una fetta di uno dei propri controllori. In un mondo in cui la Consob dorme sogni profondi, controllare anche la Banca d’Italia significa raggirare ogni possibile controllo sul mondo bancario. Nessun controllo e guadagni facili. Non sembra esserci situazione migliore, per loro. E se si pensa che i loro profitti astronomici sono fatti sulla nostra pelle…
Ha senso, quindi, avere banche private che non possono fallire? Se davvero il fallimento bancario è da scongiurare con ogni mezzo, allora facciamo in modo che le banche siano pubbliche. Se non si vuole nazionalizzare le banche, allora si lascino fallire quelle marce, salvaguardando quelle oneste.





lesath detto
Caro amico,
io ho il terrore che se la mia banca docesse fallire, finisco con il sedereper terra… ma di chi ci si può fidare? di sicuro del mattone, ovvero avere un appartamento ed affittarlo… ed i soldi che ci pagano? tenerli in casa a portata di mano… nemmeno la vicina svizzera od i paradisi fiscali sono sicuri com un tempo… ottimo articolo, bravo… salutissimi..
ethan lesath
Risklover detto
Il mattone, storicamente, è un ottimo investimento. Però oggi avrei qualche dubbio sull’investimento immobiliare. La crisi americana ha raggiunto anche l’Europa e in molti Paesi gli immobili stanno già perdendo valore. Ovviamente una casa è più solida di qualsiasi prodotto finanziario e, tranne scenari apocalittici, dovrebbe comunque essere un ottimo “bene rifugio” per i risparmiatori. Beato, comunque, chi ha soldi per comprarsi una casa, perché attualmente non credo siano in molti…