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Manca poco all’Election Day del 4 novembre, ma Barack Obama sembra aver in pugno la vittoria sul rivale John McCain. I sondaggi danno il candidato democratico alla Casa Bianca nettamente in vantaggio sul rivale repubblicano e il suo vantaggio sembra aumentare continuamente. A maggior ragione, inoltre, quando a sostenere la candidatura a presidente di Barack Omaba si aggiunge, tra i tanti, pure l’ex capo di Stato maggiore e segretario di Stato repubblicano Colin Powell, c’è da credere che la vittoria sia solo una formalità per Obama. Ovviamente, date le elezioni passate, meglio non dare troppo retta ai sondaggi ed aspettare sempre l’esito delle votazioni, considerando poi il complicato meccanismo americano per l’assegnazione della vittoria finale. L’appoggio di Powell, comunque, oltre ad essere un segnale di forte sostegno verso il candidato democratico (e un’implicita critica e sconfitta per McCain), potrebbe anche rivelare movimenti sottobanco di potere, atti a costruire un governo bipartisan alla vittoria di Obama, nonché garantire una poltrona ai notabili ed importanti sostenitori (Powell compreso) di quello che potrebbe essere il primo presidente di colore degli Stati Uniti d’America.
Io sto dalla parte di Obama perché, a mio avviso, gli USA necessitano di un radicale cambio di rotta dopo il doppio mandato targato George W. Bush. Soprattutto sull’economia e sulla politica estera il presidente repubblicano ha combinato più pasticci che altro, per utilizzare un eufemismo. C’è bisogno di un volto nuovo, di un nuovo vento politico che sappia e che, soprattutto, voglia spazzare vie le nubi cupe che si addensano sui cieli della politica americana.





waltz1978 detto
Ciao Stefano, io vado controcorrente ma non mi fido molto di Obama e non credo che porterà la sua eventuale vittoria a radicali cambiamenti, mi sembra che ci sia molto fumo e poco arrosto, cioè tanta novità a livello di immagine (l’appartenenza a una minoranza etnica e la giovane età) ma nella sostanza non credo che possa modificare eccessivamente la politica americana per molteplici motivi: come prima cosa non mi fido molto di chi viene presentato come un Messia o un salvatore della patria perché anche la storia insegna che chi cavalca certi venti di novità poi nella pratica non riesce quasi mai a concretizzarli, poi il fatto che alcuni sostenitori di Bush siano dalla sua parte indica da una parte possibili accordi sottobanco come sostieni anche tu e dall’altra che poi siano non in programma cambiamenti così radicali, inoltre storicamente per vincere le elezioni in USA bisogna conquistare e conservare poi per una eventuale rielezione l’elettorato di centro e quindi Obama non può certamente mettere in atto programmi eccessivamente nuovi rispetto al passato su diversi temi per non perdere quella base (le promesse sono una cosa ma i fatti che devono tenere conto tra l’altro anche di lobby e del Congresso sono altri), quindi non è che con la vittoria di Obama assisteremo per dire al ritiro dall’Iraq il giorno dopo e un radicale miglioramento della vita dei poveri in USA)… e poi il fatto che venga appoggiato da certi poteri forti anche della stampa (e che ha effettuato una campagna elettorale da più di 600 milioni di dollari in un momento critico per l’economia) non mi convince molto… non so chi vincerà e credo che Mc Cain possa ancora farcela perché occorre poi vedere chi va a votare e il meccanismo elettorale è particolare, ma alla fine penso che chiunque dei due vinca non assisteremo a nessuna “rivoluzione” come si prospetta da molte parti… Buona serata da Lorenzo.
Risklover detto
Sai, ovviamente non si deve credere che Obama sia un Messia, perché altrimenti si rischia la forte delusione. Insomma, Obama è un politico e questo non fa di lui una persona magnifica. Però bisogna considerare le differenze con McCain. Quest’ultimo è più vecchio, ha in mente solo la guerra per rilanciare l’economia del Paese, come ha fatto praticamente George Bush. Insomma, talvolta non bisogna scegliere il migliore, bensì il male minore. In questo momento serve un cambiamento in America, perché la situazione lo richiede. McCain non cambierebbe nulla, Obama avrebbe un impatto molto forte, anche solo d’immagine, e questo non può essere trascurato.
Buona serata a te, carissimo Lorenzo!