
Gheddafi se la ride pensando all'Italia
Dato che le quotazioni del petrolio vanno a picco, il buon vecchio Gheddafi ha pensato bene di ritirare i soldi della Svizzera e investire in Italia, un Paese in saldo di questi tempi. Tramite la Banca centrale della Libia, Gheddafi ha aumentato la quota azionaria in Unicredit portandola oltre il 4% (4,23%) e diventando il secondo azionista della banca italiana dopo la Fondazione Cariverona. Faccio notare come, a differenza nostra, la Central Bank Of Libya sia pubblica al 100%. Con una banca pubblica la Libia scala una nostra banca privata ed è certamente un fatto che deve far riflettere sulle conseguenze di queste scelte. Comunque sia, non è in questa occasione che voglio sottolineare il discorso di banca di emissione pubblica o privata; voglio far notare come, ultimamente, il colonnello Gheddafi sia diventato un autentico salvatore della Patria. Prima abbiamo dovuto calarci le braghe per ripagare il Paese libico per la nostra dominazione: atto scellerato, a mio avviso, perché nel 1970 emanò un decreto di confisca con cui espropriò di tutti i beni e ricchezze la colonia italiana presente in Libia, persino i contributi INPS. La colonia italiana di 20.000 persone fu costretta a scappare dal Paese per non fare una brutta fine. Il risarcimento danni sarebbe dovuto andare nel verso opposto, avremmo dovuto riceverlo, non pagarlo. Considerando, inoltre, che Gheddafi c’ha pure lanciato contro dei missili in Sicilia, atteggiamento che non definirei amichevole. Ancora oggi in Libia, ogni 7 ottobre, si celebra il “Giorno della Vendetta“, per ricordare la cacciata degli osurpatori e la confisca dei loro beni. E’ così che si fa un passo verso l’integrazione?
Pare che, comunque, dietro all’aumento della partecipazione libica in Unicredit ci sia, nientepopodimenochè Cesare Geronzi, autentico marionettista della finanza italiana. Uomo dai mille processi per bancherotte varie, ma che comunque non perde la sua posizione di comando. Ammiro proprio la sua fortuna, sembra che lassù qualcuno gli voglia proprio bene…
Chi non gli vuole bene è certamente la Cassazione che ha riaperto il processo Eurolat, derivato dal processo per il crack Parmalat, annullando la sentenza di proscioglimento emessa dal gup emiliano Roberto Spanò nei confronti del presidente di Mediobanca Cesare Geronzi, dell’ex numero uno di Cirio Sergio Cragnotti e dell’ex dirigente della Banca di Roma Riccardo Bianchini Riccardi. Se ha salvato Unicredit, salverà certamente anche se stesso… o no?





Risklover detto
Voglio far notare come la scelta di un post incentrato su Gheddafi nel giorno di venerdì 17 non sia casuale. Ritengo, infatti, che il leader libico sprigioni una grande carica di iella…