
L’acqua è un bene di tutti, ma nonostante questo la si paga profumatamente e, addirittura, ha un costo molto differente a seconda delle varie zone e regioni d’Italia. Infatti, secondo un’indagine di Cittadinanzattiva, la città di Agrigento avrebbe un costo per l’acqua 4 volte superiore al medesimo costo della città di Milano, ovvero 445 euro anni contro i 106 euro milanesi. Il confronto parte dal consumo medio di acqua per una famiglia di tre persone che consuma 192 metri cubi di acqua all’anno.
Tra le regioni d’Italia, da notare la leadership negativa della Toscana (7 città fra le 10 più care), mentre il Nord Italia, in generale, si dimostra meno caro con 8 città tra le prime 10 meno care.
A mio avviso è normale che vi siano differenze nei costi dei servizi idrici tra varie città e regioni d’Italia. L’acqua non è distribuita uniformemente sul nostro territorio, abbonda in alcune zone mentre in altre tende a scarseggiare. Certamente, fa impressione che tra due città vi possa essere una differenza così marcata, pari a 4 volte di più. Questo suggerisce che il comune di Milano è capace ed efficiente nella gestione dei servizi idrici alla città, mentre ad Agrigento sarebbe il caso di porre dei correttivi per ovviare alla situazione.
Da notare, comunque, come il costo per questi servizi sia in continua ascesa: in media c’è stato un aumento del +32% in 6 anni e un aumento del 4,6% tra il 2006 ed il 2007. L’acqua è un bene di vitale importante e l’aumento del suo costo deve destare preoccupazione, anche più del petrolio stesso.




