
Era nell’aria da giorni e, finalmente, un giudice l’ha chiamata. Il Lodo Alfano, la critica legge che rende praticamente immuni dai processi le massime cariche dello Stato, finisce davanti al giudizio della Corte costizionale che dovrà esprimersi sulla costituzionalità dell’atto. Il pm che ha sollevato il legittimo dubbio si chiama Fabio De Pasquale, durante il processo che vede coinvolto il premier Berlusconi per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset, società del Cavaliere.
Secondo il pm, il Lodo Alfano è in contrasto con l’art. 3 della Costituzione, l’articolo che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. E in effetti, non ci voleva un pm o un giurista per capire che il Lodo Alfano presentava delle pecche non irrilevanti. Se ne sarebbe dovuto accorgere perfino il presidente Napolitano, anche se la sua posizione era in deciso conflitto di interessi, dato che il lodo immunizzava pure lui. Avrebbe dovuto notare il piccolo dettaglio che si è voluto modificare un articolo della Costituzione mediante una legge ordinaria. Lo sanno persino i sassi che per modificare la Costituzione è necessario ricorrere ad una legge di revisione costituzionale, con procedimento aggravato da doppia delibera e dalla maggioranza qualificata (credo i 2/3 se non ricordo male). Sta di fatto che ora il processo va avanti solamente per gli altri 11 imputati, mentre la posizione del premier rimane congelata fino al pronunciamento della corte.
Gli avvocati del premier si sono subito zebirnati a difendere il loro datore di lavoro, sostenendo che tutto è stato fatto al meglio, rispettando la precedente sentenza della Corte costituzionale e i suoi rilievi mossi contro l’allora lodo Schifani-Maccanico. Si sono pure riparati dietro alle parole del presidente Napolitano, anche se fondamentalmente Napolitano non disse nulla dopo la promulgazione.
Segnalo anche un tentativo patetico di applicare l’immunità ai ministri: direi che queste proposte non dovrebbero nemmeno essere pensate, soprattutto da una classe politica che sguazza allegramente nell’illegalità e nell’ingiustizia di fondo. C’è anche chi è rassegnato e preferisce che tutto rimanga così com’è, per evitare ulteriori rallentamenti delle Camere per scrivere e emanare un nuovo lodo, legge o decreto che cristallizzi i processi di Silvio Berlusconi. Voglio infine sottolineare come a Israele, un premier accusato, si sia onorevolmente dimesso per rimettersi al giudizio della Magistratura e non abbia mai minimamente pensato di crearsi una legge ad hoc per sgusciare via dalle mani della Giustizia: è stato bravo Olmert, oppure è tutto il sistema che là funziona, mentre qui è tutto al rovescio?





Licia detto
Ti mando un grande bacio anche qui
Ciao ciao
Sentenza Mills e Lodo Alfano « Risklover Weblog detto
[...] grane, poiché se prima poteva appellarsi al Lodo Alfano senza tanti problemi (esclusa l’eccezione di costituzionalità mossa su di esso), ora è più difficile sostenere la validità di quel lodo, dato che Berlusconi [...]
Lorena detto
il presidente della repubblica non interessava il lodo alfano perchè lui era immune anche prima. il presidente della repubblica puo essere messo sotto accusa solo per alto tradimento e attentato alla costituzione. Il lodo alfano quindi puo essere d’aiuto solo a Berlusconi, Fini e Schifani.
Risklover detto
Direi che il lodo Alfano è servito e serve solo per Berlusconi, dato che è l’unico con processi pendenti…
Indovina chi viene a cena? « Risklover Weblog detto
[...] dell’opposizione, specialmente da Di Pietro. E cosa dice Di Pietro? Beh, dato che la Consulta sarà chiamata a discutere della costituzionalità del cosiddetto lodo Alfano (la discussione inizierà il 6 [...]